Chiacchiere del 27 dicembre 2010

Ho lavorato una vita in KME, la più grande industria metallurgica del comparto del rame d’Europa. Lì lavorano, oggi, mio figlio e tantissimi miei amici. Sul Fatto Quotidiano on line leggo, stamane, una notizia che, sulle prime mi ha molto preoccupato:  Il prezzo del rame? Lo deciderà JP Morgan

Il prezzo del rame vola alle stelle toccando i valori massimi degli ultimi 22 anni ma ad approfittarne potrebbero essere decisamente in pochi. Soprattutto ora che il rischio di imminenti e crescenti distorsioni, leggasi speculazioni, sembra crescere di pari passo con il pericoloso e anomalo incremento della concentrazione di mercato. E’ la valutazione emersa in questi giorni dopo le clamorose rivelazioni del Wall Street Journal (WSJ). Un singolo trader, ha affermato il quotidiano statunitense, avrebbe infatti scalato talmente tanto le posizioni di mercato da arrivare a possedere dall’80 al 90% del rame depositato nei magazzini della London Metal Exchange (Lme), una delle principali borse mondiali delle materie prime (commodities). Più o meno la metà del quantitativo disponibile sulla piazza mondiale per un valore complessivo, ai prezzi correnti, pari a circa 3 miliardi di dollari.

Per fortuna, però,  il giornalista che ha scritto l’articolo forse non sa fare i conti o non sa di cosa parla.

Egli attribuisce alla JPMorgan la capacità di condizionare il mercato mondiale per il fatto che ha acquisito rame per 3 miliardi di dollari, pari “alla metà del rame venduto nel mondo”.  E si riferisce agli stock presenti al London Metal Exange. Nel modo si producono, invece, ogni anno, 15.000.000 di tonnellate di rame. Il suo prezzo è attorno ai 9400 dollari per tonnellata. Fatti due conti, ciò che avrebbe in mano la JPMorgan è circa il 3% di tutto ciò.

Tutto questo ragionamento andrebbe verificato (e non ho dubbi che a Firenze lo stiano già verificando e, spero che, come me, abbiano definito l’allarmismo del Fatto, in questo caso, una bufala) perché nelle anime semplici, nei lavoratori del comparto, notizie del genere inducono timori mica di poco conto!

(Non sono un esperto d’acquisti di materie prime, perciò potrei sbagliarmi, però, il prezzo sul mercato di una materia prima di qualsiasi genere, non è semplicemente determinato dal gioco della domanda e dell’offerta)?


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