LA Posta di Moccio (5° video)

Giorgio Brunelli

salve avevo messo incinta la mia lei e ero anche abbastanza su per il fatto, ma dopo due mesi da quel guaio, sono stato licenziato da dove lavoravo come parcheggiatore. avevo già preso culla giochini  e tutto il resto, compreso questo sonaglio che ora è qui da voi .quindi  la mia lei ha dovuto  far il raschiamento di corsa  e così adesso ognuno è tornato a casa dai suoi. Pensa che goduria! ciao carmelo.

Ehe, orbene questo, è il quinto lotto filato che noi della Posta di Moccio, ci interniamo nella nostra sensibilità con una gravità tale da palparcela davvero fino al suo fulcro. L’averci incassato la prostrazione di Carmelo qui da noi sentitolo sinceramente ai minimi termini, a noi tutti cooperanti etici, ci è proceduto addosso ben più di un cruccio, tanto da piangere come quando circa si fa davanti al Muro del Pianto. Ci lasciano di stucco e senza fiato…neanche quello per dire aha. NO PAROLE!  Avanti, bando alle ciance e incominciamo a esporre come un cono, partendo dalla base fino a arrivar alla sua punta, la storia pietosa capitatagli allo sventurato signor Carmelo. Qua signori e signore, parliamo di un uomo al secolo, di mezzo secolo sulla groppa, che si intortò tre mesi or sono, una giovin donzella di un quarto di secolo meno di lui, e lei no di certo, possedente una groppa provata e gibbosa come quella del suo cinquantenne. Tutto tuttavia, si recava  alla stragrande fra loro, e dopo un mese che si conobbero al parcheggio a lato di una Multipla multi jet in multa, decisero quattroquattrotto, di spiantar le tende dai rispettivi domicili familiari, e di andar a viver entusiasmanti, fra loro due e fine… e cioè…senza più rotture di coglioni framezzo. Un vaglio questo, che Carmelo affrontò sicuro stoppandolo di petto con ardimento, robusto anche del fatto, che aveva un lavoro fisso da comunale nelle vesti di parcheggiatore d’automobili, nonchè in più, addetto capo responsabile alla riscossione delle monete dai Parchimetri. Ciò tanto lo rendeva in tutela, dato che si smazzava da trent’anni suonati, e pensava che nessuno si sarebbe permesso di cavargli via il suo ruolo, ruolo che indefessamente lui, lo dipanava diligente, con rigorosa accortezza. Ma ora, cari rete-spettatori, subito bollino rosso ai vostri figliuoli, perchè ora ci tocca schiudere un divagar dal connotato mezzo erotico. Una sera, la coppietta, rincasata a casa dopo il popcorn al cinema, essi stessi si posarono sul sofà con manifesto languore da basso. Un bacio si sa tira quell’altro, dopo un po’ invece senti che ti tira tutto, e in pratica dopo venti giorni da quell’umano tiraggio, Carmelo svenne rovinosamente battendo la cocuzza sul nuovo bidet porcellanato. La causa del cozzo è da attribuirsi tutto alla sua ella, quell’ella che lo indisse a prender visione di quel termometro col potere di dirti…SE SI O SE NO…di un accidentale bocciolo germogliante nei pressi uterini. Era chiaro che l’ammenicolo medico, si trasformò blu in un lampo e nell’ultima analisi perciò, la sua lei si ritrovò in un battibaleno…ULTRA INCINTA! Carmelo il giorno dopo, ripresosi dalla buona nuova, ritornò bello gioioso in società al parcheggio, sia pur col suo bel bozzo che ergeva tronfio dalla capoccia a guisa di kiwi. Per il nascituro in corso d’opera, i due comprarono  anche il plus del sur plus, e il tutto, con perpetue ma agevolate finanziarie. Ma ecco all’orizzonte sopravvenir l’impasse…ma forse più che impasse, era la motosega di Leatherface, che maciullò orribilmente lo stato di Carmelo. Sul suo nokia, tramite un video messaggio dal capo del personale, Carmelo acquisì la notizia del suo licenziamento, e lì si sentì il mondo appesantirsi sulle sue gambe, tanto da provocargli  un curioso effetto girandola, anche in tutti gli altri componenti del suo corpo.  Fece ritorno a casa e confessò il mobbing  alla sua da egli, ingravidata  femmina. Volarono fra le mura del bilocale, ripugnanti pianti, piatti e urla di ogni timbro e colore. Parafrasando, il giorno dopo, la fidanzatina di Carmelo era già in ginecologia, pronta a farsi scancellare via, quel sogno di una notte di un mezzo sofà, dato che era comunque stata la loro, una fornicazione avente luogo su un divano  mezzo biposto dell’ikea. E in pratica, alla di lei fine degenza, ognuno tornò a casa come Lassie dai propri naturali fattori, fino a giungere come poi va a finire in questi drammi, a lasciar andare via l’altro verso il suo destino. Alle 11 di un mattino, Carmelo, sfattissimo e ancora  pigiamato, sentì il citofono scampanellare due volte, e suppose privo di problema alcuno, che altro non poteva esser che il buon postino. Di infatti era proprio lui, che tenea nelle mani un robo che somigliava a un orrendo trofeo tipo quelli di sanremo, che fra le altre robe, nemmeno fu incartato con quel nylon con le bolle che fa cik-cik-cik se le premi. Il trofeo, riguardava una scultura in vetroresina finto dorata alta un dieci centimetri raffigurante un Parchimetro, incollato col mastice da camera d’aria su un cubo di plastica nella cui facciata davanti c’era inciso a mano libera: “Grazie Carmelo per tutto il tempo che sei stato con noi”. E scritto sotto più in piccolo fra parentesi tonda: “E delle monetine che ci hai tolto”. Che tristezza, oltre al danno anche la beffa si prese da quei farabutti…prendendosi persino del ladro. Come da logica, Carmelo subì il soprassalto di una crisi nervina, e scagliò via furibondo, quel merdosissimo Parchimetro giù dal ballatoio. E ora questo suo dolore fatto a sonaglio, è l’ultimo oggetto che lo allacciava al suo mostruoso passato e giustamente si è rivolto a noi della Posta di Moccio, di aiutarlo a disfarsene preferibilmente prima di subito. Ora il prodotto è saldo in nostro pugno, e Carmelo ci fissa il prezzo di questo prodotto a…4 euri e 20 centesimi. Basta, dopo tutto ciò detto, credo che per stasera abbiamo coralmente frignato tutti più che dabbene. Bene, ora orientiamoci a metter il tappo sopra a questo aspro patema, saltandovi a piè pari, tutta la solita pappardella sul sogno, sull’unisuono eccetera eccetera, poichè s’è già fatto tardi così troppo presto, e laonde per cui, ci tocca smobilitare damblè, questo nostro sofisticato impianto rete-trasmittente. Grazie a tutti e buona serata di cuore. Renato…UISSS…archivia il lotto. Andato!

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