In vista della Giornata Mondiale della Poesia 2011

Il prossimo 21 marzo sarà la GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA. Tornerò sull’argomento. Intanto, in preparazione dell’evento, pubblico per gentile concessione dell’Autore:

L’importanza della poesia per l’uomo del terzo millennio

Intervista rilasciata al settimanale “Eco Risveglio”. 16 marzo 2010, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia dall’amico Poeta  Elio Delmonaco).

L’importanza della poesia per l’uomo del terzo millennio ?

Il quesito in se ci pone di fronte ad una riflessione di respiro così ampio che imporrebbe una sintesi troppo estrema od una proiezione critica del pensiero umano e delle sue dinamiche verso un limite temporale lontanissimo e misterioso.

La mia risposta è che francamente non lo so e nemmeno sono interessato a saperlo.

L’evoluzione intellettuale dell’individuo avviene per sedimentazione, trasformazione ed elaborazione continua.

Modus vivendi, fenomeni sociali, trasformazione dell’habitat, determinano stimoli continui al pensiero umano che in questo e di questo si autoalimenta.

Così vale per l’elaborazione dell’arte e del linguaggio.

Pensiamo allo sconvolgimento che ha determinato la rivoluzione industriale per il secolo appena trascorso, che nasce come trasformazione di meccanismi di produzione ma che inciderà poi fortemente nell’elaborazione di nuove filosofie e in nuove forme di organizzazione della vita sociale sino all’imbarbarimento più estremo dell’affermazione dei regimi totalitari e poi ancora alla loro distruzione.

E pensiamo come questo sia distante dai soli due secoli che l’hanno preceduto.

Non mi riesce proprio di pensare quali potrebbero essere le trasformazioni prossime che nuove dinamiche   inevitabilmente porteranno.

Mi limito perciò al quotidiano. All’evoluzione del linguaggio in questo preciso periodo di passaggio da una società  “di produzione” ad una società di “informazione”.

L’uomo moderno conosce tante, troppe cose.

Ognuno di noi sa più di quanto Seneca non sapesse ai suoi tempi.

Dunque cambiano le situazioni mentali, cambia la società, e con loro cambia anche il linguaggio.

Oggi la forma espressiva vuole essere libera, anzi deve essere libera. Liberata da tutti i vincoli di tessitura schematizzata. Liberata dai desideri di trasformare per forza in lirica tutti i sogni o le virtù. Non sempre ciò che ci cattura personalmente come sensazione di “bello” debba per forza divenire poesia.

Esistono filtri complessi nel passaggio tra l’emozione ed il linguaggio.

Esistono dei grumi mentali che si infiltrano attraverso la scrittura.

Noi dobbiamo estrarre questi grumi dalla nostra sensibilità.

Così nasce una scrittura che poi va criticata, tagliata, limata, nel miglior modo perché possa essere letta in questo senso.

Troverà il suo equilibrio, la sua intonazione, il significato stesso della sua esistenza nel momento in cui il destinatario finale, cioè il lettore, percepirà  il patos, l’emozione il travaglio o l’entusiasmo che avevano fecondato il grembo dell’autore nella poesia stessa, trasformandola con la propria sensibilità in emozione nuova e personale.

Questo è forse l’importanza della poesia e dell’arte in genere per l’uomo che affronta le sfide del terzo millennio.

Cavalcare il dinamismo delle trasformazioni con la forza della ricerca di espressioni nuove capaci di generare altre emozioni.

Copyright Elio Delmonaco® – tutti i diritti riservati

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