In memoria delle vittime del Sisma e dello Tsunami che hanno colpito il Giappone

da:Lettera 43

10 mila i morti secondo la tivù di Stato, 1.600 secondo fonti ufficiali

Giappone: 10 mila vittime. Rischio fusione di due reattori a Fukushima.
La conta dei morti. Il dramma dei vivi

La terra non dà tregua. Come se non  fossero bastate le immagini dei muri d’acqua che hanno travolto intere città sulla costa nord ovest del Giappone (guarda i video) dopo il terremoto dell’11 marzo e le successive scosse del 12 marzo, con province intere sommerse, navi incagliate sulla terra ferma (guarda le foto dei danni del sisma), auto risucchiate dai mulinelli in mare, domenica 13 marzo, quando in Italia mancavano 40 minuti alla mezzanotte, le 7 e 22 del mattino a Tokyo, un’altra forte scarica di assestamento ha fatto tremare il Giappone (guarda la diretta video, foto e cronaca del terremoto e lo tsunami). Il movimento tellurico è stato di magnitudo 6,3 sulla scala Richter, ed è stato avvertito al largo delle coste orientali dell’isola giapponese di Honshu, a 293 chilometri dalla capitale, con epicentro a una profondità di 14,3 chilometri. L’Agenzia meteorologica giapponese (Jma), nella notte ha anche alzato il livello del terremoto di venerdì che ha rivisto la magnitutdo da 8,9 a 9.
Inoltre, il governo giapponese ha messo in guardia dai rischi di processo di fusione nei reattori 1 e 3 della centrale Fukushima n1, nel nord del Paese, a circa 250 km da Tokyo, dove il 12 marzo, alle 9 della mattina, una potente esplosione (vai al video) ha polverizzato la gabbia esterna di contenimento del reattore, facendo crollare il tetto e le mura dell’edificio che lo ospita: 170 mila persone sono state evacute e centinaia esposte a radiazioni. La tragedia, che rischia di trasformarsi in un disastro epocale, ha riportato il mondo indietro di 25 anni, all’incubo ucraino di Chernobyl.

La conta dei morti

A 48 ore dalla scossa che ha devastato il nordest Giappone, continua la conta tragica dei morti, dei feriti, dei danni. L’ultimo bollettino ufficiale parla di 1.600 morti accertati, di 642 dispersi e di oltre 1.570 feriti. Anche se la televisione pubblica Nhk, citando un capo della polizia locale, parla di 10 mila morti stimati nella sola prefettura di Miyagi, quella che dopo il sisma è stata travolta da onde alte più di dieci metri; un bilancio gravissimo a cui si aggiungono i dati in mano all’agenzia Kyodo secondo la quale mancano all’appello 1.167 persone nella prefettura più a sud, quella di Fukushima dove si trovano le centrali nucleari danneggiate.
Oltre ai 300 cadaveri ritrovati sulla spiaggia di Sendai, l’esercito giapponese ha ritrovato 200 corpi nella località costiera di Higashimatsushima (prefettura di Miyagi) e altri 400 nel porto di Rikuzentakata (Prefettura di Iwate).
RIAPPAIONO UNA NAVE E 4 TRENI. Tra tante dolorose sciagure, due buone notizie: sono stati ritrovate le 81 persone a bordo della nave dispersa, così anche 70 tra macchinisti e passeggeri dei quattro treni che erano in servizio tra Iwate e Miyagi.
Intanto la Farnasina ha fatto sapere che sono 18, su un totale di 29, gli italiani residenti nelle prefetture più colpite da sisma e tsunami, contattati dall’ambasciata d’Italia a Tokyo, mentre sono 8 su 11 i connazionali non residenti la cui presenza è stata segnalata nell’area con cui è stato aperto un canale di comunicazione. Tra gli ulteriori sviluppi maturati nel corso della notte, inoltre, c’é anche la conferma che i 5 connazionali residenti nella prefettura di Fukushima sono stati contattati e sono in buone condizioni di salute.

Il dramma dei vivi

E mentre si separano i morti dai dispersi, i sopravvissuti fanno i conti con il disastro. Sono 1,4 milioni le case rimaste senz’acqua, mentre 3 milioni di persone sono senza elettricità e le compagnie annunciano che ci vorrà del tempo per ripristinare il servizio. Appena fuori dal centro di Sendai ci sono zone ancora completamente al buio, ed è stato deciso di razionare la benzina. Sabato, c’è chi ha atteso fino a cinque ore per i 20 litri di carburante previsti per ogni veicolo. Domenica mattina, poi, il ministro dell’Economia e Industria, Banri Kaieda, ha annunciato che elettricità potrebbe saltare anche nell’area di Tokyo, a causa dello stop degli impianti nucleari.
Per risparmiare energia le autorità avevano spento la luce di alcuni edifici simbolo del Giappone città: la Tokyo Tower, il Rainbow Bridge, la torre che tocca il cielo (di Tsutenkaku) simbolo di Osaka, e il ponte della baia di Yokohama.

IN ARRIVO GLI AIUTI DAL RESTO DEL MONDO. Una situazione drammatica a cui tuttavia il Giappone non dovrà far fronte contando solo sulle proprie forze. La portaerei americana Ronald Reagan è arrivata nella notte al largo delle acque nordorientali del Paese. Ma assieme agli Stati Uniti sono oltre 70 i Paesi e le organizzazioni straniere che hanno messo in moto la macchina degli aiuti. Sabato sono atterrate all’aeroporto di Narita squadre di soccorso con unità cinofile provenienti da Germania e Svizzera, insieme due team di soccorso da Ungheria e Cina. Altre delegazioni sono attese da Corea del Sud, Gran Bretagna, Francia, Singapore, Messico, Nuova Zelanda, Australia. Mentre la missione di soccorso italiana, che avrebbe dovuto portare aiuti alla popolazione sotto la guida della protezione civile, è stata temporaneamente posticipata.

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