ASPETTANDO IL CONFRONTO DEL 12 APRILE

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Quando in una famiglia si attraversa un periodo economicamente difficile, i genitori educano i figli a mitigare le loro esigenze e, loro per primi, danno una stretta al cordone della borsa limitando le spese con scelte molto oculate.
Può anche accadere, invece, che genitori con scarso senso della famiglia, la crisi la ignorino e continuino a vivere come prima , senza darsene eccessiva preoccupazione, permettendo ai figlie a loro stessi di continuare a spendere anche per beni anche non essenziali. Questo genere di famiglia, di solito, viene sorpresa dagli eventi  e, nel breve volgere dell’esame del proprio conto corrente, si ritrova sul lastrico.
Verrebbe facile dire che si preferisca di gran lunga i capi famiglia responsabili e oculati, ma sospendiamo il giudizio, per il momento, perché, ahimè accade anche di peggio e di più incomprensibile.

Per restare nella metafora familiare, prendiamo una “famiglia tipo” quale potrebbe essere che so, la giunta comunale. Come gli sposi, i vari componenti si sono uniti ufficialmente in un matrimonio (a termine, ma sempre col crisma dell’ufficialità e la promessa del bene della collettività) e, di fronte agli eventi esterni e interni che ne hanno generato la crisi, divorziano,  accusandosi vicendevolmente di scarsa oculatezza, indifferenza o, peggio, di connivenza col nemico.
Tale è l’impressione che si trae ascoltando  i due schieramenti nati dalle spoglie della giunta attualmente in carica a Serravalle Scrivia.

Il cittadino, di solito mal informato durante il quinquennio, delle dinamiche di quella “famiglia tipo” , resta come i figli di genitori che divorziano:  ascolta le ragioni di tutti e due, scopre cose che non avrebbe nemmeno immaginato, e trova estrema difficoltà a parteggiare per l’uno o per l’altro, perché nel profondo si sente tradito da entrambi.

Scopre, ad esempio che, prima di divorziare, i genitori, infischiandosene delle sue reali esigenze, nulla hanno fatto per evitar follie. Che non hanno mosso un dito quando la Provincia ha deliberato di impiegare cinque milioni di euro (derivanti dalle opere di urbanizzazione dell’Outlet), non per migliorare la vivibilità del paese in cui abita, ma per costruire una strada di dubbia utilità, come quella che passerà attorno a Ca’ del Sole per terminare alla fine del rettilineo della via per Monterotondo.
Gli viene rabbia non solo per questo ma anche per il fatto che la sua richiesta, non di una strada, ma, di un sentiero pedonabile tra via per Monterotondo e Borgonuovo ,è stata sempre snobbata dai genitori se non addirittura tacciata di follia…

E’ tempo, davvero, di lasciarle stare le metafore e di parlar chiaro: il cittadino si aspetta dai propri amministratori, non i miracoli , ma,  la chiarezza.
E quando questi si trincerano dietro scuse già tirate fuori quando un altro fiume di denaro è stato impiegato per un’altra strada inutile come è quella tra il CIPIAN e GAMBARATO, e cioè “abbiamo subito decisioni di altri”  la rabbia diventa indignazione e inquietudine.
Sì perché, magari ingenuamente, egli presuppone che coloro che lo rappresentano, se fossero stati convinti del disaccordo con le decisioni della Provincia avrebbero dovuto informare la cittadinanza e chiamarla a raccolta, dovevano esigere che l’informazione sulle decisioni non condivise circolasse a titoloni sui giornali nel momento stesso che la Provincia assumeva certe decisioni. E fare ail diavolo a quattro, invece…

Probabilmente lo faranno ora, magari il 12 aprile durante il previsto confronto e, tornando alla metafora, il papà accuserà la mamma, e quest’ultima, il vicino di casa.

Benito Ciarlo

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3 pensieri riguardo “ASPETTANDO IL CONFRONTO DEL 12 APRILE

  1. Purtroppo, questo succede in tutte….le “famiglie”., quando si fanno scelte poco oculate, che non vanno verso l’ interesse e il bene comune della collettività. Se i figli non possono scegliersi i genitori, noi cittadini dovremmo cercare di conoscere bene i nostri amministratori, prima di votarli, cosa spesso impossibile, come la scelta dei genitori.

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