NOSTRA MADRE INGANNO’, QUANDO L’INSANO

Da: IL PARADISO PERDUTO DI JOHN MILTON 

10 1/2 X 7 1/2 Portrait of John Milton, Age 21
10 1/2 X 7 1/2 Portrait of John Milton, Age 21 (Photo credit: Wikipedia)

Nostra madre ingannò, quando l’insano

Orgoglio suo dal ciel cacciato l’ebbe

Con tutta l’oste de’ rubelli Spirti.

Su lor coll’armi loro alto a levarsi

Ambìa l’iniquo e d’agguagliarsi a Dio

Pensò, se a Dio si fosse opposto. Il folle

Pensier superbo rivolgendo in mente,

Incontro al soglio del Monarca eterno

Mosse empia guerra e a temeraria pugna

Venne, ma invan. L’onnipossente braccio

Tra incendio immenso e orribile ruina

Fuor lo scagliò dalle superne sedi

Giù capovolto e divampante in nero,

Privo di fondo disperato abisso;

Ove in catene d’adamante stretto

A starsi fu dannato e in fiamme ultrici

Qual tracotato sfidator di Dio,

E già lo spazio che fra noi misura

La notte e ‘l dì, nove fiate scorse,

Che con l’orrida ciurma avvolto ei stava

Nell’igneo golfo, tutto sbigottito

Benchè immortal. Pur lo serbava ancora

A maggior pena il suo decreto. Intanto

L’aspro pensiero del perduto bene,

E del futuro interminabil danno

Il cruccia alternamente. Intorno ei gira

Le bieche luci una profonda ambascia

Spiranti e un cupo abbattimento misto

D’odio tenace e d’indurato orgoglio:

Ed in un punto, quanto lungi il guardo

D’un Angelo si stende, ei l’occhio manda

Su quell’atroce, aspro, diserto sito;

Carcere orrendo, simile a fiammante

Fornace immensa; ma non già da quelle

Tetre fiamme esce luce; un torbo e nero

Baglior tramandan solo, onde si scorge

La tenebrosa avviluppata massa

E feri aspetti e luride ombre e campi

D’ambascia e duol, dove non pace mai,

Non mai posa si trova, e la speranza

Che  pertutto penétra, unqua non scende…

Il Paradiso perduto (titolo originale: Paradise Lost), pubblicato nel 1667, è il poema epico in versi sciolti (blank verse) di John Milton, che racconta l’episodio biblico della caduta dell’uomo: la tentazione di Adamo e Eva a opera di Satana e la loro cacciata dal giardino dell’Eden.

Fu pubblicato per la prima volta nel 1667, in dieci libri; seguì una seconda edizione, del 1674, divisa questa volta in 12 libri (in imitazione della suddivisione dell’Eneide di Virgilio) con delle piccole revisioni nel testo e l’aggiunta di una nota sulla versificazione.

Il poema tratta il racconto ebraico – cristiano – islamico della caduta dell’uomo: la tentazione di Adamo ed Eva da parte di Lucifero, e la loro cacciata dal Giardino dell’Eden. Il fine di Milton, espresso nel primo libro, è “svelare all’uomo la Provvidenza eterna” (I, 26) e spiegare il conflitto tra tale Provvidenza eterna e il libero arbitrio.

Il personaggio principale del poema è Satana, l’Angelo caduto. Letto attraverso un prospettiva moderna, a taluni può sembrare che Milton rappresenti Satana in modo positivo e compassionevolmente, come un essere ambizioso e orgoglioso che sfida Dio Onnipotente, suo tirannico creatore, e muove guerra contro il paradiso, per esser poi sconfitto e fatto precipitare in terra. Per meglio dire, William Blake (1757-1827), grande ammiratore di Milton e illustratore di tale poema epico, disse di lui che “era un vero poeta, e stava dalla parte del diavolo senza saperlo”.

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2 pensieri riguardo “NOSTRA MADRE INGANNO’, QUANDO L’INSANO

  1. Perdonami carissima, ma l’unico vero grandissimo dono che Dio ci ha fatto, oltre alla vita, è secondo me, la libertà d’agire come meglio crediamo. Di protendere verso l’una o l’altra forma d’essere, angelica o luciferina, senza ch’Egli obiertti o pretenda un’omologazione tout-court.
    Da umano, preferischio rischiare la Sua immancabile severarum reprimenda o il rischio di andare a tenere compagnia a Lucifero, che restare inconsapevole.
    Un abbraccio
    Ben

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