UN UNIVERSO DA RISCOPRIRE: LA POESIA NONSENSE

Il Trecento: FRANCO SACCHETTI
da:Nasi cornuti e visi digrignanti:
[…] Quando mi misi a navicar montagne
passando Commo e Bergamo e ‘l Mar Rosso,
dove Ercole ed Anteo ancor ne piagne,
alor trovai a Fiesole Minosso
con pale con marroni e con castagne…
[…]
__________
Quattrocento: Andrea di Cione detto L’ORCAGNA

da:Quand’appariscon più chiare le stelle
Quand’appariscon più chiare le stelle
il papa cavalcato v’era allotta
e l’ampolla di Napoli s’è rotta
perchè ‘n Mugello si fan le scodelle[…]
________
Domenico di Giovanni detto IL BURCHIELLO
da: Nominativi fritti e mappamondi
[…] Per questo le testuggini e i tartufi
m’hanno posto l’assedio alle calcagne,
dicendo noi vogliam che tu ti stufi.
E questo sanno tutte le castagne,
pei caldi d’oggi son sì grassi i gufi […]
______________
Cinquecento: BALDASSARRE DA FOSSOMBRONE
da:Io vidi un orbo che guardava un muto
Io vidi un orbo che parlava a un muto
che predicava in mare alla campagna
dicendo aver veduto già in Hispagna
una formica che sonava un leuto[…]
___________

Seicento: BATTISTA DEL TUFO
da: Il gusto

[…]Ma mentre il gusto ha gusto, e gusta il gusto
che le cose gustose gli dan gusti,
spreggia il gusto ogni gusto allor che gusta
cento gusti in un gusto, ove si gusta […]

____________

immagine da Wikipedia
Settecento: BERNARD DE LA MONNOYE
da: Chanson sur le fameux La Palisse (trad. D. Zanetti)
[…] Altri giochi avea sovente
sulla punta delle dita
e non era mai perdente
se vinceva la partita[…]
_____________

Ottocento: GIOVANNI VISCONTI VENOSTA
da:La partenza del crociato, ovvero Il Prode Anselmo

[…] Ma nell’elmo, il crederete?
C’era in fondo un forellin
e in tre dì morì di sete
senza accorgersi il tapin […]

____________

GIUSEPPE PALAMIDESSI

da: Ti scaraventa o cranio[…] Qual pesciolin terribile
vola di ramo in ramo
E con canzon melliflua
urla belando: io t’amo!
Così baciando i fulmini
il cor danzando va. […]
_____________
EDWARD LEAR
Limerick: C’era un vecchio di Forlì (Trad. C. Izzo)

C’era un vecchio di Forlì
che aprì la finestra e disse così:
“Timbiri bonti
Bibtiri tonti!
Quel dubitoso vecchio di Forlì

_______________

GERVASO CERCHIAI
da: Sonetto all’Acqua Forte contro l’abuso dei logaritmi:

[…] O uomini, o ragazzi! allor gridai
forte così che rintronò la gola:
Rendetemi il palombo che mangiai!

Era quel giorno un’anfora, un circasso
e Venere sul Tebro in camiciola
smoccolava di Marte il contrabbasso:

___________

PIETRO COCCOLUTO FERRIGNI DETTO YORICK

Mistero
Qualor talor frattanto
forse, sebben così,
giammai piuttosto alquanto
come perché bensì?
Ecco repente altronde.
quasi eziandio perciò,
anzi, altresì laonde
purtoppo invan, però…

Ma se per fin mediante
quantunque attesoché,
ahi! Sempre nonostante,
conciossiacosaché!

_____________
Novecento: LUIGI BERTELLI DETTO VAMBA

VAMBA (foto da Liberliber)


da: Il figlio d’Otello

Son padre d’un figlio
ch’è privo di padre,
perché non ha figli
colui che lo fe’…
Ma il figlio d’un padre
che è privo di figli
ha sempre due padri
cui figlio non è.
Per cui questo figlio
è figlio d’un padre
che è padre d’un figlio
che padre non ha. […]

_______________

ETTORE PETROLINI

ettore petrolini
Ettore Petrolini


da:Il tramonto dell’immortalità (Paesaggi epidermici)

[…] Tutto è immerso ora nel sonno;
regna ovunque un’ampia pace…
Ma in Germania come un tonno
vien salato chi è mendace.
Ecco crollan le miniere…
Si sprigiona un folle incendio…
mio fratello, il ragioniere
ha riscosso lo stipendio[…]

______________

Duemila
Beh, qui ci vogliono le nostre. CHI COMINCIA?

Benito Ciarlo
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Un pensiero riguardo “UN UNIVERSO DA RISCOPRIRE: LA POESIA NONSENSE

  1. Quando il muto parlò non disse molto
    quello che a lungo aveva trattenuto
    e meditato,ponderato,elaborato
    all’improvviso gli sembrò scontato
    e immeritato dono addirittura
    tesaurizzare gli altri handicappati
    che mai di udirlo s’erano sforzati

    Come uno zampillar d’acque che
    uscendo da rabdomantico scavo
    effonde in mille rivoli giocosi
    “fate silenzio -disse- per favore”
    e poi ritacque

    Il sordo che lo udì, pensò… peccato!
    ma se va bene a te, non c’è problema
    tanto a tacer ci sono abituato

    Il cieco che li vide
    socchiuse gli occhi e rise
    – dentro era sempre stato un cuor contento-
    Credete a me,datemi retta
    noi siamo i fortunati
    così imperfetti come siamo nati
    almeno a noi,nessuno…c’intercetta

    Quando il muto parlò, non visse molto
    il sordo che testimoniò
    non aveva però prestato ascolto
    il cieco perfino
    che aveva visto in volto l’assassino
    si guardò bene dal memorizzarlo e denunciarlo

    Il Giudizio restò quindi sospeso
    e compensate furono le spese

    Di nuovo nessun Cristo
    discese dalla croce
    non apparve la Luce
    non fu chiara la Voce

    “La perfezione non è di questo mondo”
    (se ne usci a dir lo scemo del villaggio
    Il solo mai roso dal tarlo annoso
    del”parlo o non parlo?”)

    Ma io però ho aspettative aliene

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