IMMA(R)GINE

quale albero racconterò, sarà gioia o negazione?
l’albero delle promesse baciato dal rosso porpora dell’alba
in attesa starà, in ascolto dell’altrui dire
fino a che le parole saranno a pelo d’acqua

ed io vedrò il volto delle lune

e in quell’istante – guarda com’è sospeso il tempo
questa nuova mano impasterà i colori
per tutte le parole a divenire
perché siano radici chiare del prossimo sorriso

a braccia aperte dirò: “c’è un pulsare tra una mano e l’altra
strano come i ritorni, deciso come quest’avanti che non vedo…”

“le margherite non sanno contare”

ma sussurrare fiato di fiore semplice

farfalle nello stomaco di giorni raminghi

eppure  fermi  lancette  orologi

la molle maschera d’argento scolora il bianco e il giallo

calpesto la terra mio palcoscenico  ricevo un fiore

stanotte starà sotto il guanciale

se mai avrò sonno da aggiungere al sogno che svesto.

**  nata in uno scambio di battute…

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