Sulle idee preconcette

Oggi, a quanto pare, la moda impone di parlar male del papa, delle gerarchie ecclesiastiche, dei preti, dei cristiani e dei cattolici in particolare.
Se navighi nei social network, arrivano messaggi che affermano con una protervia degna di miglior causa, che il Papa è una specie di re Mida con caratteristiche che lo assimilano, però, ad Arpagone; cardinali vescovi e preti sono indicati al pubblico ludibrio ora come dei vampiri dell’alta finanza, ora come dei guerrafondai e assai spesso come una congrega di pedofili. Cristiani e cattolici in particolare sono definiti ora ipocriti, ora smemorati dimentichi dell’insegnamento di Cristo, ora come veri e propri vermi.
Anche se sul comportamento ordinario di chi si dice cristiano una profonda riflessione andrebbe fatta, c’è seriamente da chiedersi da cosa derivi questo odio nemmeno tanto malcelato. E da quali pulpiti arrivino queste prediche. E c’è anche molto da riflettere sulle “prove” che danno questi “maitre a penser” delle loro ignobili affermazioni.
La rete ha un effetto moltiplicatore terribile, per cui ogni episodio di “comportamento discutibile” assume invariabilmente proporzioni smisurate mentre, siccome non giova alla tesi che si sostiene parlare dei “comportamenti positivi”, questi vengono sistematicamente ignorati. Allora, se dei cattolici muoiono dilaniati da una bomba mentre pregano, la notizia non trova eco, se un cattolico viene scoperto a far cose indegne la rete si riempie di insulti a tutti i cattolici; se un prete muore per difendere i suoi parrocchiani sulla rete nessuno ne fa cenno, se però un altro viene arrestato per aver molestato un bambino non solo (giustamente) la rete ne parla e lo condanna, ma nel volgere di una conversazione assimila tutto il clero e tutti i cattolici al quel sacrilego comportamento.
Stare in rete, a mio avviso, dovrebbe comportare sempre il rispetto delle idee diverse dalle nostre; in questo modo, invece, trovo tutto alquanto stomachevole.

Benito Ciarlo

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Un pensiero riguardo “Sulle idee preconcette

  1. Trovo apprezzabile e condivisibile il tuo pensiero riguardo le considerazioni espresse nel post. In rete ognuno è libero di esprimere le proprie idee, ma senza offendere e nel rispetto delle idee altrui. In particolare in ambito religioso occorre molta attenzione e moderazione , non ingigantire fatti generalizzando e schernendo , per non ferire la sensibilità di chi crede per Fede ed anche di chi non crede , ma comprende l’ importanza della giusta misura : per uno che sbaglia , tanti ce ne sono degni di rispetto e di cui nessuno parla, neppure quando pagano con la vita la fedeltà al proprio Credo. . La colpa di pochi non deve ricadere sulla collettività. E’ giusto evidenziare queste storture dell’ uso indiscriminato del social network.

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