E, se volete, parliamo di Dante

COMUNE DI SERRAVALLE SCRIVIA

Provincia di Alessandria

 Assessorato alla Comunicazione

Servizio Politiche Attive per la Collettività

 

 

Serravalle Scrivia.

Riprende il ciclo  “E, se volete, parliamo di Dante”

Venerdì 16 novembre alle 21.00, presso la Biblioteca Comunale “Roberto Allegri”.

 

Venerdì 16 novembre 2012 alle 21.00, comincia nella Biblioteca Comunale “Roberto Allegri” di Serravalle Scrivia un nuovo ciclo di tre serate dedicate a Dante Alighieri e alla sua Maggior Opera.

Esaurite le fasi conoscitive della vita e delle opere del grande Poeta, saggiati  precedentemente alcuni tra i  Canti della Divina Commedia che hanno maggiormente colpito l’immaginario collettivo nel corso dei secoli, questa volta si approfondiranno le Cantiche con un’esposizione più strutturata e sequenziale,  con l’intento di far conoscere la bellezza anche delle parti meno note della commedia.

Il curatore, Benito Ciarlo, sarà affiancato da un giovanissimo appassionato di cose dantesche: lo studente novese Andrea Chaves, che sa recitare  Dante e discutere della sua Opera con una sicurezza  e una perizia degne di nota, per un ragazzo di sedici anni.

Questo il programma delle tre serate previste in questo ultimo scorcio di 2012:

Venerdì 16 novembre ORE 21   INFERNO CANTI III

Venerdì 30 novembre ORE 21   INFERNO CANTI III – IV

Giovedì 6 dicembre ORE 21       INFERNO CANTI VVI

 Gli incontri proseguiranno anche nel 2013 con un calendario ancora da definirsi.

 Nella primavera del 1300, a 35 anni, l’età che egli considera il punto di mezzo della vita umana, Dante inizia il suo viaggio nell’oltretomba. Irretito in una vita peccaminosa (la selva oscura) non riesce a trovare da solo la via del bene. La selva lo riempie di terrore, essendo un chiaro preannuncio della dannazione della sua anima. Egli non saprebbe nemmeno ricostruire le fasi del suo allontanamento dalla vita virtuosa, perché quando cominciò a peccare, signoreggiato ormai dai soli istinti, privo di luce intellettuale (pieno di sonno), non aveva più la possibilità di discernere il bene dal male. Quando Dante, all’uscita dalla selva, vede la sommità del colle (simbolo della faticosa ascesa verso il bene, dell’espiazione, della purificazione) illuminata dai raggi del sole (simbolo della Grazia), comincia a sentirsi rinfrancato, come un naufrago sfuggito ai marosi e approdato, ancora incredulo della propria salvezza, alla riva. Inizia l’ascesa del colle. Ma tre belve: (allegorie di tre peccati specifici – la lussuria, la superbia, l’avarizia – o, secondo altri, delle tre categorie aristoteliche del peccato – la malizia, la sfrenata bestialità e l’incontinenza -) lo ostacolano nel suo procedere, così che egli alla fine dispera di poter raggiungere la vetta ed è sospinto nuovamente verso la valle della perdizione. A questo punto gli appare l’ombra di Virgilio (simbolo della ragione umana, della filosofia) il quale gli annuncia che, se vorrà approdare alla meta agognata dovrà seguire un altro percorso, visitando successivamente, sotto la sua guida, il regno dei dannati e quello delle anime purganti. Perché poi egli possa avere diretta conoscenza del regno degli eletti, Virgilio dovrà affidarlo alla guida di Beatrice (simbolo della fede, della teologia).

 Dante, uscito dalla selva del peccato, aveva iniziato l’ascesa del colle all’alba. Al tramonto dello stesso giorno egli si sente assalito da dubbi: per quale suo merito particolare è stato prescelto a visitare da vivo il regno dei morti? Due soli altri esseri viventi erano scesi nell’oltretomba in carne ed ossa: Enea e San Paolo. Ma essi erano stati destinati da Dio a porre in terra le fondamenta della società umana, rispettivamente nell’ordine temporale e in quello spirituale: il primo in quanto capostipite dei Romani, il secondo in quanto propagatore ed organizzatore del Cristianesimo. Per dissipare queste perplessità Virgilio gli spiega i motivi che lo hanno indotto a venire in suo soccorso. Tre dorme benedette hanno avuto compassione di Dante in cielo: la Vergine Maria ha raccomandato la salvezza del Poeta a Lucia, la quale a sua volta ha esortato Beatrice a sottrarlo al mortale pericolo in cui si trovava. Le accorate parole e la sovrumana bellezza della beata, discesa ad implorarlo, hanno reso il poeta latino impaziente di obbedirle. Al nome della donna amata in gioventù Dante si rianima, non diversamente dai fiori all’alba, e, senza più esitazioni, segue Virgilio nel difficile cammino verso la porta dell’inferno.

Annunci

2 pensieri riguardo “E, se volete, parliamo di Dante

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...