OMAGGIO A GASPARA STAMPA

GASPARA STAMPA
Altri mai foco, stral, prigione o nodo

sì vivo e acuto, e sì aspra e sì stretto
non arse, impiagò, tenne e strinse il petto,
quanto ‘l mì ardente, acuto, acerba e sodo.

Né qual io moro e nasco, e peno e godo,
mor’altra e nasce, e pena ed ha diletto,
per fermo e vario e bello e crudo aspetto,
che ‘n voci e ‘n carte spesso accuso e lodo.

Né fûro ad altrui mai le gioie care,
quanto è a me, quando mi doglio e sfaccio,
mirando a le mie luci or fosche or chiare.

Mi dorrà sol, se mi trarrà d’impaccio,
fin che potrò e viver ed amare,
lo stral e ‘l foco e la prigione e ‘l laccio.

Gaspara Stampa (Padova, 1523 – Venezia, 1554)
dal libro “Rime. Vol. 2”

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