Oggi avvenne

Avvenne il 7 di Aprile

0030 – Data della morte di Gesù, secondo il Vangelo di Giovanni.

Gesù Crocifisso

La data di morte di Gesù non è determinabile con precisione, in quanto le indicazioni presenti nei documenti a disposizione, a partire dai Vangeli, non sono sufficienti, anche perché spesso redatte con un intento più teologico che storico.

I quattro evangelisti concordano nel dire che Gesù morì in giorno di venerdì durante le festività collegate alla Pasqua ebraica (Pesach), ma mentre i vangeli sinottici affermano che Gesù morì il giorno di Pesach (15 Nisan), il Vangelo secondo Giovanni colloca la morte di Gesù al giorno precedente, il giorno di preparazione alla Pasqua (14 Nisan). Inoltre gli evangelisti non indicano l’anno.

Le date comunemente accettate sono il 7 aprile 30, il 27 aprile 31, o il 3 aprile 33; in particolare, se si accettano le indicazioni di Giovanni, tra queste sembra doversi scegliere la prima.

1300 – Dante Alighieri si perde nella “selva oscura” ed inizia così il suo viaggio nei tre mondi dell’aldilà di cui parlerà nella Divina Commedia.

La Selva Oscura nell’Inferno Dantesco (G. Doré)

Dante non collocò esplicitamente nel tempo il suo viaggio ultraterreno, ma è tuttavia possibile dedurre i dati cronologici da alcuni indizi disseminati qua e là nel testo, che si chiariscono vicendevolmente.
L’anno
In Inf. I,1, il poeta afferma di essersi smarrito nella “selva oscura” , “nel mezzo del cammin” della sua vita, cioè intorno ai 35 anni, poichè, sulla scorta di un passo biblico, egli considerava la durata media della vita in 70 anni.
Essendo il poeta nato nel 1265, l’anno del viaggio deve quindi collocarsi nel 1300.

Il 1300 era una data di singolari coincidenze.

L’intima correlazione fra le realtà sensibili e fra queste ed il Creatore era uno dei cardini del pensiero medioevale, così affascinato dalle corrispondenze evidenti da cercarne altre più nascoste.

L’anno del Giubileo, dell’espiazione e del perdono per tutta l’umanità, bandito da papa Bonifacio VIII, si accorda alla personale vicenda di redenzione del poeta.
Il traviamento di Dante, il suo allontanamento dall’ortodossia nella fede e dall’ideale dell’amor cortese in poesia, dovette collocarsi sul finire del secolo XIII.
Che la redenzione sia avvenuta proprio nel 1300 non è possibile sapere, tuttavia questa data coincide, e non certo casualmente, con il primo anno del secolo nuovo.
Ogni passaggio di secolo, infatti, ha portato con sè la paura per una fine imminente, un’ansia di rinnovamento ed una conseguente sensazione di rinascita.

E’ da ricordare, inoltre, che il Giubileo, o Anno Santo, si celebra in quegli anni in cui il giorno di S. Giacomo Maggiore, il 25 luglio, cade di domenica, e Dante accoglie pienamente l’interpretazione dei Padri della Chiesa, che vedevano in Giacomo la figurazione della virtù teologale della speranza (“la spene … / che tante fiate la figuri” Pd. XXV, 31-32).

Un’ultima conferma alla collocazione nel 1300 del “viaggio” dantesco può essere rintracciata nel colloquio con Cavalcante de’ Cavalcanti (Inf. X).
Nel 1300 Dante ricopriva la carica di Priore e proprio in quell’anno dovette firmare, con la morte nel cuore, la condanna all’esilio dell’amico Guido Cavalcanti.
Guido, che apparteneva ad una famiglia di antica nobiltà, non potè accedere alle cariche pubbliche, ma prese ugualmente parte alle vicende politiche della città, a volte in modo vivacemente sopra le righe. Quando, nel 1300, scoppiarono ancora una volta gravi disordini in città, venne esiliato a Sarzana, probabilmente già malato. Poco dopo, infatti, l’esilio venne revocato e Guido morì a Firenze all’inizio dell’autunno del 1300.
Nella Commedia, Dante lo dice ancor vivo e questo dato introduce anche la controversia sul giorno d’inizio del “viaggio”.

Il giorno
In Inf. I, 37-40 Dante specifica le circostanze dell’apparire della lonza, la prima delle tre fiere della selva oscura: sono le prime ore del mattino ed il sole, afferma il poeta, sta sorgendo nella costellazione dell’Ariete.
Il viaggio di Dante è quindi da collocare nel tempo dell’equinozio di primavera, quando il sole sorge e tramonta alla stessa ora in tutti i luoghi della terra e segna il momento climatico della rinascita della natura.

Era, inoltre, opinione comune nel Medioevo che i sei giorni della creazione del mondo fossero culminati proprio con l’equinozio di primavera, così come la parabola terrena di Cristo, dall’incarnazione alla morte, che segna la rinascita dell’umanità dal buio del peccato, fosse compresa fra due equinozi di primavera.

La notizia fornita nel canto I trova un preciso riscontro nel canto XXI dell’Inferno.
Ai vv. 112-114 il diavolo Malacoda afferma che i ponti che collegano le bolge del cerchio VIII crollarono al momento della morte di Cristo, esattamente “mille dugento con sessanta sei / anni” e cinque ore prima del colloquio tra il diavolo stesso ed i due pellegrini.

Si riteneva comunemente nel Medioevo che Cristo fosse morto al compiersi dei 34 anni dall’incarnazione, fissata per induzione, a partire dalla tradizionale data della natività (25 dicembre), al 25 marzo, data vicina, e non certo per casuale coincidenza, all’equinozio di primavera.
Questa informazione non solo conferma l’anno del viaggio al 1300, ma offre uno spunto per individuarne il giorno di inizio.

Bisogna, inoltre, ricordare che nel corso del Medioevo non era consuetudine iniziare a contare i giorni dell’anno dal primo giorno di gennaio.
I documenti notarili tramandano diversi criteri di datazione, di cui i più comuni sono la datazione “ab nativitade”, cioè a partire dal 25 dicembre, e la datazione “ab incarnatione” cioè a partire dal 25 marzo.
Il comune fiorentino, fra XIII e XIV secolo, preferiva questo secondo parametro.
In base ai dati ora esposti è possibile dedurre che lo smarrimento di Dante nella “selva oscura” ebbe luogo il 25 marzo 1300, che a Firenze, era anche il primo giorno del nuovo anno e del nuovo secolo.

Lo stesso passo dell’Inferno, tuttavia, potrebbe suffragare l’ipotesi che Dante intendesse riferirsi, facendo coincidere la data dell’inizio del viaggio con il giorno della morte di Cristo, non al tradizionale 25 marzo ma al Venerdì Santo, che nel 1300, cadde l’8 aprile.

L’ora
Il viaggio di Dante nei tre regni oltremondani copre un arco di sette giorni, con palese riferimento ai biblici sette giorni della creazione del mondo.
Dante si smarrisce nella “selva oscura” sul far della notte e da essa riesce ad emergere alle prime luci dell’alba.

1906 – L’eruzione del Vesuvio devasta Napoli

Un giornale dell’epoca

E’ la mattina del 4 aprile 1906, ore 5.30 circa, da una bocca a quota 1.200 m sul versante meridionale del Vesuvio inizia a fuoriuscire una piccola colata di lava. Giuseppe Mercalli è sulla cima del vulcano e osserva preoccupato fratture radiali interessate da fumarole che si sono generate poco sopra la bocca. L’attività stromboliana del Vesuvio era sensibilmente aumentata a partire da metà marzo e le scosse di terremoto erano sempre più frequenti ed intense. Lo scienziato sospetta che tutti questi segni siano premonitori di un’eruzione esplosiva ormai imminente. E il suo sospetto si rivela fondato.

E’ questo l’inizio della maggiore eruzione del Vesuvio nel 20° secolo.
Nei due giorni seguenti si attivarono altre bocche laterali a quota 800 m, sullo stesso versante meridionale, a quota 600 m, poco più ad est, a quota 800 m sul versante sud-est ed infine nell’Atrio del Cavallo. Contemporaneamente l’attività esplosiva al cratere sommitale si fece sempre più intensa per raggiungere il suo apice nella notte tra il 7 e 8 aprile.

1944 – Eccidio della Benedicta da parte dei nazi-fascisti

Benedicta, località Capanne di Marcarolo (Appennino al confine tra le province di Alessandria e Genova).Nei primi giorni di aprile del 1944 militari della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) e soldati tedeschi iniziano un imponente rastrellamento contro le formazioni garibaldine della zona.
Gli scontri armati fra le forze in campo iniziano il 6 aprile ma i partigiani sono male armati e presto hanno la peggio.
Alla fine degli scontri, l’11 aprile, vengono catturati 75 partigiani, fucilati dalla GNR comandata da un ufficiale tedesco. Quasi altrettanti erano caduti combattendo.
Il monastero della Benedicta, in cui si sono rifugiati gli uomini disarmati o meno esperti, viene minato e fatto esplodere.
400 renitenti alla leva che si presentano spontaneamente, accogliendo l’invito delle SS che promettono il condono della pena, vengono deportati nei lager nazisti.
17 partigiani, fatti prigionieri durante il rastrellamento, verranno fucilati, insieme ad altri 42 prigionieri, il 19 maggio nella strage del Turchino, compiuta come rappresaglia per un attentato contro dei soldati tedeschi al cinema Odeon di Genova.

1948 – L’ONU istituisce l’Organizzazione mondiale della sanità

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS, o World Health Organization, WHO in inglese), agenzia specializzata dell’ONU per la salute, è stata fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra.

L’obiettivo dell’OMS, così come precisato nella relativa costituzione, è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità.

1994 – Inizia il massacro di Tutsi a Kigali, Ruanda

Il genocidio del Ruanda fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX secolo. Dal 7 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete pangas e bastoni chiodati) tra 800.000 e 1.000.000 di persone. Il genocidio, ufficialmente, viene considerato concluso alla fine dell’Opération Turquoise, una missione umanitaria voluta e intrapresa dai francesi, sotto autorizzazione ONU.

Le vittime furono prevalentemente Tutsi. L’idea di una differenza di tipo razziale fra gli Hutu e i Tutsi è legata al primo colonialismo belga in Africa.

2004 – La stampa francese dà notizia del ritrovamento nel mare al largo della Corsica dei resti dell’aeroplano dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry precipitato in mare il 31 luglio 1944

La stampa francese ha riportato con grande evidenza, il 7 aprile 2004, la notizia del ritrovamento, a sessanta metri di profondità, al largo dell’Île de Riou (nella zona di mare dove avvenne la tragedia), dei rottami dell’aereo su cui si trovava Saint-Exupéry quando scomparve durante la missione ricognitiva del 31 luglio 1944.

Un primo ritrovamento di parte dei rottami si era avuto due anni prima grazie a un sub di Marsiglia. Successive indagini hanno permesso di accertare scientificamente che si trattava realmente dell’aereo con il quale era decollato lo scrittore, un Lockheed P-38 Lightning di produzione statunitense.

Molti, invece, visto che su quell’aereo erano piazzate delle mitragliatrici, anziché una cinepresa e una macchina fotografica per la ricognizione (Antoine de Saint-Exupéry non voleva armi sul suo aereo, in quanto era esclusivamente un pilota ricognitore), continuarono a pensare che quello non fosse il suo aereo (anche perché non fu mai trovata traccia del corpo dello scrittore). La morte in volo di Saint-Exupéry, fino alle dichiarazioni del pilota tedesco che lo abbatté, non fu mai accertata. Ciò, data la fama “leggendaria” e romantica del personaggio fece nascere “miti”, come quello secondo cui l’aereo che fu visto precipitare al largo dell’Île sarebbe un altro aereo francese abbattuto dalla contraerea e il P-38 guidato il 31 luglio da Antoine de Saint-Exupéry sarebbe scomparso portando con sé il mistero della fine del pilota e scrittore francese.

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