OGGI AVVENNE (9 APRILE)

Georg Friedrich Händel

1742 – A Dublino viene rappresentato per la prima volta l’oratorio Messiah di Georg Friedrich Händel

1950 – La fine del mondo non è giunta a Jyvaskyla

rITAGLIO DEL 10 APRILE 1950
RITAGLIO DEL 10 APRILE 1950

La fine del mondo non è giunta a Jyvaskyla

Il giudizio universale era atteso alle 13 di ieri (9 APRILE 1950 NDR), ma la veggente finlandese (scappata non si sa dove) ha avuto torto – Dopo l’isterica attesa, i fedeli sono pentiti delle confessioni Stoccolma, lunedi mattina. Scene tragicomiche si sono svolte ieri nel villaggio finlandese di Jyvàskyla ove l’intera popolazione, eccettuati pochi scettici, attendeva la fine del mondo profetizzata da un’isterica veggente, la diciottenne Salii **** che era riuscita a convincere quasi tutti i suoi concittadinì ad abbandonare ogni preoccupamene terrena in attesa dei giudizio universale fissato immancabilmente — diceva lei — per il tocco del giorno di Pasqua. Le autorità finlandesi, che non prestavano troppa tede alla imminente « scomparsa del mondo fra le tenebre, ma che temevano per l’incolumità della veggente, avevano inviato numerosi agenti nel villaggio, i quali hanno atteso l’ora fatale mentre quasi tutti gli abitanti di Jyvàskyla gremivano il sagrato della chiesa (questa era stata chiusa per ordine delle autorità ecclesiastiche.
Tempesta da finimondo
Intanto i pochi’ scettici approfittavano delle ultime ore di bazza per bere uno schnaps dopo l’altro nelle due osterie locali, i cui proprietari rifiutavano il pagamento delle consumazioni perché convinti che dopo pochi istanti nessuno su questa povera terra avrebbe più avuto bisogno di denaro. L’isterismo collettivo è andato crescendo dopo mezzogiorno, anche perché si è scatenato un violentissimo temporale accompagnato da tuoni e fulmini, che sembrava veramente il segnale della fine del mondo, e i seguaci di Salii **** hanno continuato a confessare ad alta voce i loro peccati fino a quando le lancette della chiesa non hanno segnato l’ora fatale. Vi è stato un lungo momento di silenzio e poi, a poco a poco, mentre i minuti passavano e il mondo continuava a girare intorno al suo asse, i seguaci della veggente hanno compreso di essere stati gabbati anche perchè, dopo essere rimasti per più di tre ore sul sagrato sotto l’acqua, si eran loro schiarite le idee…

1995 – Muore l’attrice Paola Borboni (nata nel 1901)

Nacque nel quartiere Golese di Parma (allora comune a sé stante), il primo giorno del 1900, una data particolare che la portava tra ironia e compiacimento a definirsi “la prima attrice del secolo”. Donna dall’ego potente, di mente vivacissima e di spirito libero, la Borboni può essere considerata, per il suo essere tutt’uno con il teatro e il recitare, il contraltare femminile di Vittorio Gassman, che peraltro era di oltre vent’anni più giovane.

Figlia d’arte (suo padre era impresario lirico), cominciò a calcare le scene giovanissima e a diciotto anni era già prima attrice in compagnia. Per una decina d’anni interpretò esclusivamente ruoli brillanti, grazie anche all’ottimo aspetto e ad una disinvoltura sorprendente per l’epoca. Nel 1925 recitò a seno scoperto, interpretando il personaggio della sirena protagonista nella pièce Algamarina di Carlo Veneziani; trattandosi del primo nudo nel teatro italiano, lo scandalo fu enorme.

Maturando, passò a ruoli più complessi e drammatici. Fra il 1933 e il 1942 è primattrice per due stagioni con Ruggero Ruggeri (con il quale torna a lavorare ancora nel 1949), e nel 1934 mette su una propria compagnia, alla quale sacrifica anche i propri gioielli personali. Nel 1942 ha già recitato di tutto, da Marco Praga a Rosso di San Secondo a D’Annunzio a Shaw.

Ma la sua grande passione è Pirandello, che recita per 6 anni, in tre diverse compagnie, finanziandone una, fra l’altro, con i proventi di una rivista (Mani in tasca e naso al vento di Galdieri, in scena nel 1939, con Odoardo Spadaro), e a Pirandello è tornata fino alla fine, con Io e Pirandello della stagione 1991-1992 e l’ultimo Berretto a sonagli del 1994. Paola Borboni ha calcato tutte le scene d’Italia ed è stata attrice assolutamente completa:

dal genere brillante, che non abbandonò mai, per una ragione o per un’altra (Ciao Rudy di Garinei e Giovannini nel 1972, un cabaret intitolato Io, Paola Borboni, nel 1975, con il giovane Bruno Vilar che aveva sposato nel 1972);
alla tragedia (Eschilo, Shakespeare – il cui Re Lear tornerà ad interpretare nel 1985 nella parte del re; Lorca, la Clitemnestra di Yourcenar nel 1988);
al teatro di piazza (il carro di Tespi del 1937);
al monologo, che fu la prima attrice a praticare dal ’54 al ’65, in Madri, zitelle e donne sole al tramonto, su testi, tra gli altri, di Pirandello, Alvaro, Bacchelli (La serpe grigia), Savinio, Buzzati, e che rappresentò con grande piacere fino all’ultimo (Io Paola la Commediante, scritto per lei da Mario Luzi nel 1992);
ai drammaturghi stranieri presentati in Italia fra gli anni cinquanta e i sessanta (Bertold Brecht, Harold Pinter, Samuel Beckett, Eugène Ionesco);
alla poesia recitata, che negli anni ottanta la vide, tra gli altri, protagonista della Notte dei Poeti nel suggestivo scenario del teatro romano di Nora.
Paola Borboni si spense il 9 aprile del 1995, in una casa di riposo a Varese, stroncata da un ictus.

2006 – Italia: elezioni politiche con sistema proporzionale: si afferma la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi

Le elezioni politiche italiane del 2006 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 9 e lunedì 10 aprile. La vittoria andò a L’Unione, la coalizione di centro-sinistra composta da numerosi partiti che aveva come candidato alla presidenza del consiglio Romano Prodi, a fronte di un’esigua maggioranza (circa 24.000 voti su 38 milioni) alla Camera e una consistente minoranza di circa 500.000 voti in meno al Senato, compensata dai 3 seggi conquistati in più nelle sezioni all’estero.

L’esito della tornata elettorale è stato incerto fino alla fine dello scrutinio delle schede, attirando l’attenzione della stampa internazionale.

 

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