Don Andrea Gallo

Don Andrea Gallo

E’ morto un uomo coraggioso, che ha saputo testimoniare la sua fede in Dio sempre accanto agli ultimi, agli emarginati: don Andrea Gallo.
Mi dispiace.

Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di passare con lui un’intera mattinata, qualche anno fa. Venne nel Delta per la celebrazione del 25 aprile, prevista per le ore 11. Ma arrivò alle 8,30. In attesa degli altri mi raccontò la sua vita di prete partigiano prima e, poi, dei suoi rapporti con i “fratelli diseredati, ex galeotti, clochards, prostitute, drogati e ragazzi senza futuro, delle severarum reprimende (ma, anche, degli inviti a continuare) dell’allora arcivescovo di Genova Mons. Bertone e della sua “contrapposizione” con un altro prete genovese famoso: “il confratello Badget Bozzo.”

Leggendo poco fa la notizia della sua morte, che mi addolora, mi sono tornati alla mente due momenti di sbalordimento per due sue azioni nient’affatto pretesche: la prima fu proprio nell’occasione della rievocazione di quel 25 Aprile, vedergli sventolare una bandiera rossa con l’effige del Che mentre cantava da solo a squarciagola “El Pueblo unido jamàs serà vencido”; il secondo quando venne a Serravalle a parlare di liberalizzazione delle droghe nell’aula magna delle scuole. Quella fu una cosa che mi rimase sullo stomaco per parecchio tempo. Fino a quando non lo rincontrai (a Voghera, questa volta, ad una conferenza di padre Alex Zanotelli di Nigrizia) e gli raccontai del mio disappunto, soprattutto per aver fatto quel discorso in un luogo preposto all’educazione dei giovani.
Lui mi rispose sorridendo, in dialetto genovese: tu di droga ne capisci poco, ne sai niente! E poi mi fece un cenno, come dire avvicinati, per sussurrarmi: “quella ERA educazione dei giovani!”
Mi salutò con un sorriso a mezza bocca. L’altra mezza restò occupata da suo inseparabile mezzo toscano.

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2 pensieri riguardo “Don Andrea Gallo

    1. S’, Aurora. E’ passato (tutto sommato indenne) sotto il non sempre benevolo esame della Curia e di ben 4 cardinali.
      Ma il rito funebre lo celebrerà il Cardinal Bagnasco.
      Significherà pur qualcosa, no?

      Mi piace

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