Dante – biografia

Si narra che Dante, mentre passeggiava per una via di Verona, passasse davanti alla bottega di un fabbro e sentisse cantare a mo’ di cantilena una specie di recitativo. Tendendo l’orecchio, rimase allibito, poiché riconobbe alcuni versi del suo “Inferno“, che il fabbro canticchiando storpiava in malo modo. Allora Dante entrò nella bottega e, senza proferir parola, cominciò a gettare fuori sulla strada martelli, tenaglie, pinze e lavori già cominciati. Il fabbro, che era rimasto annichilito per la sorpresa, pieno d’ira gli chiese perché stesse guastando il suo lavoro. Dante lo guardò fieramente e rispose: “E tu perché guasti il mio?”.

Un altro giorno, sempre camminando per una strada di Verona, s’ imbattè in alcune donne ferme in un angolo a chiacchierare. Una di queste lo riconobbe e bisbigliò alle altre: “Quello è colui che di tanto in tanto scende all’Inferno e ne riporta qui le notizie dei morti”. E una sua amica ribatté: “Ah, è per quello certamente che ha la barba nera: deve essere stato il fumo infernale a tingergliela così”.

Questi due aneddoti, anche se probabilmente non hanno alcun riscontro con la realtà storica, non sono inventati, ma sono testimonianze risalenti ai primi biografi del poeta, che, come il Boccaccio e il Bruni, scrissero di lui pochi decenni dopo la sua morte.Già in questi aneddoti ritroviamo quella che sarà la tendenza costante di tutti i biografi di Dante fino ad oggi: mostrarcelo come un personaggio da leggenda, un mito, un genio imbalsamato nella propria grandezza insuperabile. Così ciascuno di noi ha iniziato a immaginarselo come un monumento ben installato sul suo piedistallo, un monumento caratterizzato dai tratti consacrati dalla tradizione.

Per fortuna sua e nostra, però, Dante non fu mai un monumento, bensì un uomo dalla statura decisamente non elevata (esaminando il suo scheletro si è stabilito che fosse alto m. 1,64), molto magro, angoloso e puntuto, con un naso lungo e secco, la fronte non alta ma spaziosa, un viso triangolare con zigomi sporgenti e occhi grandi e molto probabilmente scuri. Sebbene sia rappresentato tradizionalmente glabro, certamente negli anni della maturità portava una barba nera, come testimoniano i cronisti.
(Continua)

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