STORIA DI ROMA – 2. LA MONARCHIA – ROMOLO RE DI ROMA

STORIA ROMANA IN VERSI
di Alberto Cavaliere

LA MONARCHIA

ROMOLO RE DI ROMA

Dopo che ha Romolo
Roma fondata,
vorrebbe renderla
più popolata;

e della logica
seguendo il filo,
pensa ch’è l’unica
farne un asilo,

nel quale vengano
ricoverati
banditi, profughi,
perseguitati.

L’editto comodo,
naturalmente,
fa a Roma accorrere
parecchia gente,

ch’ha qualche crimine
sulla coscienza;
ma il saggio Romolo
dice: ” Pazienza!

Conosco un metodo ch’è
fra i più adatti
ed infallibili
castigamatti… “.

Infatti vedono,
quei malfattori,
dodici uomini
detti littori

che armati girano
di verghe e scuri;
chi ha delle fisime,
si rassicuri:

C’è il ” fascio ” mobile
che uccide o sferza.
Tutti capiscono:
qui non si scherza!

Romolo ai nobili
compagni suoi
e ai galantuomini
venuti poi

dà questo titolo:
patrizi o padri;
mentre quegli ultimi,
banditi o ladri,

venuti a chiedere
asilo, rei
senz’alcun merito,
chiama plebei.

fra i primi, in sèguito
sceglie i migliori,
formando l’ordine
dei senatori:

cento ne nomina,
che in ogni affare
s’assume l’obbligo
di consultare.

Pensa ora Romolo,
cervello insonne:
” Vi sono gli uomini,
ma non le donne “.

Se adesso il celibe
è volontario
e trova comodo
nutrir l’erario,

a Roma càpita
che l’ammogliato
è invece un essere
privilegiato.

Sembra una favola,
ma ciò non toglie
che a Roma gli uomini
non trovan moglie;

e invan ricorrono
presso i vicini,
che li ritengono
ladri e assassini:

di questo il popolo
soffre e si lagna
(tornasse, o femmine,
quella cuccagna!…).

Ma un giorno Romolo,
sempre geniale,
offre una piccola
festa rurale

e invita il pubblico
delle vicine
popolatissime
città sabine.

Mentre la musica
rintrona in piazza,
si getta un milite
su una ragazza;

è il segno: rapidi,
gli altri Romani
sulle più giovani,
metton le mani
e, trascinatele
nelle lor case,
con spicci metodi
le fan persuase.

Infuriatissimi
fratelli e padri
lottano, strillano:
– Romani ladri!…-

Fatica inutile,
ché, inermi e scarsi,
presto finiscono
col ritirarsi.

Ma armati tornano
d’archi e bastoni
pronti ad uccidere
quei birbaccioni

e si riazzuffano
spietati. Infine,
giungon le povere
donne sabine.

Veduto avevano
che, dopo tutto,
non era il diavolo
poi tanto brutto.

Si gettan sùbito
fra i combattenti
ed: – Ormai, gridano,
siete parenti!

Non ammazzatevi:
siam figlie e spose!-
E pianti, gemiti,
voci affannose,

sì che ne furono
impietositi
e s’abbracciarono
padri e mariti.

Allor quel popolo
– la rabbia doma –
si fonde in unico
Stato con Roma,

che un poco estendesi,
così, nel Lazio,
regnando Romolo
con Titio Tazio.

Questi una pessima
fama si crea;
un giorno provoca
l’ira plebea

e, poche chiacchiere,
viene ammazzato:
rimane Romolo
re incontrastato,

che con l’esercito
– dieci coorti
d’armati véliti,
pochi ma forti –

conduce a termine
felici guerre
e accresce il numero
delle sue terre.

Sennonché, capita
che un dì nefando,
mentre l’esercito
sta rassegnando,

scoppia terribile
una tempesta,
per cui rincasano
tutti alla lesta.

scompare Romolo
all’improvviso,
la plebe mormora
ch’è stato ucciso

e, indignatissima,
fra i senatori
cerca i probabili
cospiratori.

Ma Giulio Pròculo,
grande patrizio,
a cui s’accredita
molto giudizio,

giura che Romolo
gli era comparso,
tutto di fulgida
luce cosparso,

assicurandogli
con gesti pii
ch’egli era reduce
fra i patrî iddii.

Pronto a convincersi,
il popolino
del morto Romolo
fa il dio Quirino

e un tempio edifica
su un colle, il quale
da allora ha il termine
di Quirinale.

Vai a:
Storia di Roma pagina precedente

Storia di Roma pagina seguente

Annunci

Un pensiero riguardo “STORIA DI ROMA – 2. LA MONARCHIA – ROMOLO RE DI ROMA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...