Un Sonetto di Bramante da Urbino

Arde il mio petto in sì soave focodonato_bramante_immagine
Che sol del suo martir vive contento,
E se talor cantando mi lamento,
Facciol non per dolor, ma per pur gioco.

Non perch’ i’ speri giunger al loco
Dove è il mio passo desïoso e intento,
Che troppo alto pensier nel cor mi sento,
A quel ch’ è ‘l mio poter debile e poco.

Ma perchè quanto il ben è più perfetto
Più si convien naturalmente amare,
Voglio sperar nel cor doglia, o diletto.

Dunque, se ciò ch’io amo è singolare,
Degnamente mi sta fisso nel petto
Che gloria è per virtù sempre stentare.

Fonte: Luca Beltrami, Bramante poeta, colla Raccolta dei Sonetti in parte inediti,
Milano, A. Colombo e A. Cordani tip., 1884.

 

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