Una Notte sull’Adige

Non è l’asimmetria che mi confonde
quel che mi snerva è questo mormorio
che par sobilli l’anima alla guerra.
Ogni sponda dell’Adige conserva
un frammento di cenere e lapilli
che Dio stesso donò secoli or sono
al convento sul Resia. Un cranio liscio
ch’antropometria vorrebbe antico
almeno quanto l’australopiteco
si schianta con fragore sull’ardesia,
come derviscio sulla porta aperta
ritrovata per caso – e sbalordisce
e s’incanta – e poi sogna, cantando.
Cieco, non dico della luce bianca
che certamente s’è formata accanto.
Ora plana l’aurora e mi conduce
fuor dalla notte, quietamente – e stanca –
colora il cielo d’indaco, e s’invola,
uccidendo la notte e i dubbi miei .

Benito Ciarlo  (da: Poesie dell’Età di Mezzo – 1994)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...