La terra e a lei concorde il mare

La terra e a lei concorde il mare
è sopra, dunque, a un cane vagabondo
tra la veloce fiamma e l’Ellesponto
che vaga
senza ricetto e senza sonno.
Dei dodici sorbetti a cui c’invita
la cuoca nostra ch’è sopra quel campo
ne mangio sei, ché gli altri sei rimbalzano
sopra noi come grandine ch’ha voglia di cadere,
sopra le suole original, di schianto.
Qui si prepara
un gheriglio di martora e un panno che bolla
per chi non assaggiò nessun sorbetto,
sì dura fu la cuoca
sì acuminato il tetto.

Benito Ciarlo 10.12.2010
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