29 gennaio 2003 (Era il tuo compleanno e ci lasciasti)

Ah se ricordo quell’affanno in gola
ch’ormai da tempo un po’ ti soffocava!
Quel sibilo non ti lasciò mai sola.

Però, quel giorno, non ti tormentava.
Dormivi assai tranquilla, e la coperta
morbida il tuo sorriso riscaldava.

Era irreale quel silenzio e certa
era l’angoscia che ci distruggeva.
La zia Maria con sua mano esperta

t’accomodò il cuscin mentre piangeva.
Quella sentenza appena pronuinciata
dal medico impietoso, si spandeva

come una macchia d’olio indelicata
nel cuor di tutti rendendolo piccino!
«Poche ore», disse, «forse una giornata».

Ma ti spegnesti prima del mattino.
Il tuo sorriso, mamma, qui è rimasto.
Spesso ripenso a te. Torno bambino.

 

 

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