Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma

Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma quas’in pellegrinaggio vo’ dar Belli, doppo co’ carma ne la Lungaretta m’aggiro e sent’in testa li stornelli; quanti profumi annuso senza fretta! E dar piacer ce cado quasi ‘n coma. Profumi de guanciale e pommidoro, de carne cotta su la brasce ardente, de coda fatt’ar sugo, che l’adoro, d’abbacchio…… Continua a leggere Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma

29 gennaio 2003 (Era il tuo compleanno e ci lasciasti)

Ah se ricordo quell’affanno in gola ch’ormai da tempo un po’ ti soffocava! Quel sibilo non ti lasciò mai sola. Però, quel giorno, non ti tormentava. Dormivi assai tranquilla, e la coperta morbida il tuo sorriso riscaldava. Era irreale quel silenzio e certa era l’angoscia che ci distruggeva. La zia Maria con sua mano esperta…… Continua a leggere 29 gennaio 2003 (Era il tuo compleanno e ci lasciasti)

Ave Maria

Buongiorno Madre che di Grazia piena vegli sul mondo restando presso Dio: gli uomini miserabili che in pena vivono sulla terra, quindi anch’io, Ti invocano, T’implorano sommessi col pianto che, confuso in balbettio, sgorga dal pentimento, dai recessi dell’anima che agogna il Suo perdono. Prega, e la Tua preghiera mai non cessi, Tuo figlio, che…… Continua a leggere Ave Maria

Uomini e bestie (La rima in “ana”)

Il vergognoso zoo, che fa d’Italia la terra sventurata che sappiamo, sia sprone a chi ‘l doman non sogna invano! (Mentre ci si trastulla coi falchetti i colombacci e qualche pantegana, mettono sul futuro i trabocchetti). ometto il verso con la rima in ana ch’il turpiloquio non mi piace affatto ma è chiaro a chi…… Continua a leggere Uomini e bestie (La rima in “ana”)

Lady Godiva

Lady Godiva andava in giro nuda sopra un cavallo per placar le tasse e Coventry furente le abbassò vinto dalla bellezza della druda. Oggi in ben altro modo le matasse le dipaniamo per opporre un no: sfiliamo nudi tutti , inviperiti ché per pagare tutti quei balzelli abbiam venduto gli ultimi vestiti! Ahi, serva Italia……… Continua a leggere Lady Godiva

A tavola non si invecchia (Metasemantica dell’ora di pranzo)

  Tra piatti di megàstriche cuffette e brocche colme di galèrdo strusco c’è sbalenìo di sfrocchi e di gallette e succhiabrodo garmicoso e lusco.   C’è chi si parfa l’amido e non blette chi si forcheggia il peperone crusco e chi, sbavando, leva al can le fette di carne di camìlco in modo brusco.  …… Continua a leggere A tavola non si invecchia (Metasemantica dell’ora di pranzo)

Alla ricerca dell’Infinito (Addio, Andrea)

Andrea era un ragazzo splendido, pieno di vita e di entusiasmo. Avrebbe meritato un altro destino. I disegni della Provvidenza sono imperscrutabili e, ahimè spesso, incomprensibili. L’Infinito, Andrea, lo aveva trovato non solo sui monti, come testimoniano i suoi video ma anche in quel 33° del Paradiso ch’era diventato il suo Canto preferito. L’anno scorso,…… Continua a leggere Alla ricerca dell’Infinito (Addio, Andrea)