Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma

Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma quas’in pellegrinaggio vo’ dar Belli, doppo co’ carma ne la Lungaretta m’aggiro e sent’in testa li stornelli; quanti profumi annuso senza fretta! E dar piacer ce cado quasi ‘n coma. Profumi de guanciale e pommidoro, de carne cotta su la brasce ardente, de coda fatt’ar sugo, che l’adoro, d’abbacchio…… Continua a leggere Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma

Uomini e bestie (La rima in “ana”)

Il vergognoso zoo, che fa d’Italia la terra sventurata che sappiamo, sia sprone a chi ‘l doman non sogna invano! (Mentre ci si trastulla coi falchetti i colombacci e qualche pantegana, mettono sul futuro i trabocchetti). ometto il verso con la rima in ana ch’il turpiloquio non mi piace affatto ma è chiaro a chi…… Continua a leggere Uomini e bestie (La rima in “ana”)

UNO DEI MIEI POETI PREFERITI: CAPRONI

Il tema assegnato agli esami di maturità – anno 2017 – su Versicoli quasi ecologici, di Giorgio Caproni, ha suscitato una rinnovata attenzione sulla sua poesia. Cristina Taglietti (Corriere.it), per l’occasione, ha intervistato il critico Antonio Debenedetti, allievo e poi amico di Caproni. Insieme avevano frequentato il cenacolo culturale di suo padre Giacomo Debenedetti, il […]…… Continua a leggere UNO DEI MIEI POETI PREFERITI: CAPRONI

Saint Laurent chez Marçinoulle

  S’inerpica il sentiero tra le piante di pini, di castagni, di betulle e giunge sulla cima tra le sante vestigia della chiesa a Marçinoulle: Eremo incerto di pareti infrante, di tetti aperti, di colonne brulle: che il sogno fan rivivire, e l’incanto del salmodiar a gloria di quel Santo. Benito Ciarlo

In attesa dell’alba

Si placa, riposando sulla sabbia, l’onda che mi sembrò volesse ardire di raggiungere il cielo con un balzo. S’acquieta l’impeto del vento che dal profondo l’aveva sollevata. Il silenzio si staglia sulla costa rotto dallo sciacquio dell’ acqua cheta. La calma vuole che rinasca il sole. L’urlo interrotto, tuttavia, è sospeso nella scogliera ancora spalancata.…… Continua a leggere In attesa dell’alba

Metasemantiche d’inizio autunno

«La metasemantica (il termine origina dal prefisso μετά e dalla parola σημαντικός è una tecnica letteraria teorizzata ed utilizzata da Fosco Maraini, nella sua raccolta di poesie “Gnòsi delle fànfole” del 1978. Un linguaggio simile a questa tecnica (per lo più definito come non- sense) era stato usato anche da Lewis Carroll nel suo poemetto…… Continua a leggere Metasemantiche d’inizio autunno

Un valzer triste

Tempo diviso in tre, Valzer da poco. Ritmo elementare Per studiare il francese Senza sfiatarsi, ascoltando Charles Trenet. Ah! Come uccello errabondo Ti dimeni cantando Con la tua voce distratta Arrochita da mille gouloises E dai ripetuti tentativi Di raggiungere le note più alte di Edith Piaf. Tempo diviso in tre Valzer musette… A fare…… Continua a leggere Un valzer triste