UNO DEI MIEI POETI PREFERITI: CAPRONI

Il tema assegnato agli esami di maturità – anno 2017 – su Versicoli quasi ecologici, di Giorgio Caproni, ha suscitato una rinnovata attenzione sulla sua poesia. Cristina Taglietti (Corriere.it), per l’occasione, ha intervistato il critico Antonio Debenedetti, allievo e poi amico di Caproni. Insieme avevano frequentato il cenacolo culturale di suo padre Giacomo Debenedetti, il […]

via Giorgio Caproni, il poeta più istintivamente congeniale ai sentimenti dei giovani del nostro tempo, di Donato Antonio Barbarito — LA PRESENZA DI ÈRATO

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A tavola non si invecchia (Metasemantica dell’ora di pranzo)

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Tra piatti di megàstriche cuffette
e brocche colme di galèrdo strusco
c’è sbalenìo di sfrocchi e di gallette
e succhiabrodo garmicoso e lusco.
 
C’è chi si parfa l’amido e non blette
chi si forcheggia il peperone crusco
e chi, sbavando, leva al can le fette
di carne di camìlco in modo brusco.
 
Scorre la frizza a sprinne nei bicchieri
ma c’è chi preferisce il limo in ramma
chi invece ingola adesso, come ieri,
 
lo zamello stravecchio della mamma.
… Al duro digerir vanno i pensieri
e il succo di bolaggine s’ingamma!
Ben

 

CICIAR’ I NU VUDDRU (poesia dialettale con traduzione) – FENOMENI EFFIMERI

 

Esiste una varietà di ceci (che a Montalto chiamiamo “Ciciari i nu vuddru” che sembrano diventino morbidi con la prima bollitura, e che, invece, restano duri comunque li si continui a cucinare.
Con “ciciaru i nu vuddru” il montaltese identifica quelle persone che cominciano a far le cose con tanto entusiasmo ma, o non le portano mai a termine o deviano molto, in peggio, da progetto originale. 

Così è detto – per estensione – ogni fenomeno effimero.

L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e natura

CICIAR’ I NU VUDDRU

U viantu rupula,
ddràbbàsciu allampa,
truoni ca paranu 
spari da fera.
Chiova a ziffunnu.

Ma priastu scampa.

********

Traduzione

CECI CHE BOLLONO UNA VOLTA SOLA (E RESTANO DURI)

FENOMENI EFFIMERI

Il vento turbina,
laggiù lampeggia,
tuoni che sembrano
fuochi artificiali.
Piove a dirotto.

Ma presto smette.

La mia terra è disfatta

Wendy Ortiz Insta: wendyortizartLa mia terra è disfatta.
Nè Dio nè Satanasso
Riusciranno, però,
a farla inginocchiar ancora.
Alla prossima prova
Si vestirà col lutto degli antichi
Senza versare lacrime nè canti,
E aspetterà ritta sulle sue gambe
che i mari la sommergano.
Pronta ad emerger fiera dalla spuma
Per sottrarre agli dei l’inutile vittoria.

E’ difficile essere dei buoni cristiani

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Oggi il male ci sfida irridendoci eppure noi dovremmo essere capaci di ricondurlo al bene perdonando.

Io pensavo: è giusto perdonare  chi ha commesso un delitto se avrà scontato una giusta pena e si sarà pentito.

Mi sbagliavo. Il Papa ( Udienza Generale Piazza San Pietro Mercoledì, 3 febbraio 2016) mi corregge e m’insegna che bisogna usare la stessa misericordia che Dio usa verso ciascuno di noi e quindi, come Dio, bisogna essere pronti sempre e comunque a perdonare.
WhatsApp Image 2017-05-27 at 18.14.46“Se pensiamo all’amministrazione legale della giustizia, vediamo che chi si ritiene vittima di un sopruso si rivolge al giudice in tribunale e chiede che venga fatta giustizia. Si tratta di una giustizia retributiva, che infligge una pena al colpevole, secondo il principio che a ciascuno deve essere dato ciò che gli è dovuto. Come recita il libro dei Proverbi: «Chi pratica la giustizia è destinato alla vita, ma chi persegue il male è destinato alla morte» (11,19). Anche Gesù ne parla nella parabola della vedova che andava ripetutamente dal giudice e gli chiedeva: «Fammi giustizia contro il mio avversario» (Lc 18,3).
Questa strada però non porta ancora alla vera giustizia perché in realtà non vince il male, ma semplicemente lo argina. È invece solo rispondendo ad esso con il bene che il male può essere veramente vinto.
Ecco allora un altro modo di fare giustizia che la Bibbia ci presenta come strada maestra da percorrere. Si tratta di un procedimento che evita il ricorso al tribunale e prevede che la vittima si rivolga direttamente al colpevole per invitarlo alla conversione, aiutandolo a capire che sta facendo il male, appellandosi alla sua coscienza. In questo modo, finalmente ravveduto e riconoscendo il proprio torto, egli può aprirsi al perdono che la parte lesa gli sta offrendo. E questo è bello: a seguito della persuasione di ciò che è male, il cuore si apre al perdono, che gli viene offerto. È questo il modo di risolvere i contrasti all’interno delle famiglie, nelle relazioni tra sposi o tra genitori e figli, dove l’offeso ama il colpevole e desidera salvare la relazione che lo lega all’altro. Non tagliare quella relazione, quel rapporto.Certo, questo è un cammino difficile. Richiede che chi ha subìto il torto sia pronto a perdonare e desideri la salvezza e il bene di chi lo ha offeso. Ma solo così la giustizia può trionfare, perché, se il colpevole riconosce il male fatto e smette di farlo, ecco che il male non c’è più, e colui che era ingiusto diventa giusto, perché perdonato e aiutato a ritrovare la via del bene. E qui c’entra proprio il perdono, la misericordia.”
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Però, Santità, se, come nel caso di Riina o dell’ISIS, il colpevole dice che nonostante il male fatto a una moltitudine di persone non ha niente di cui pentirsi?
Come potrà essere capace il vero cristiano, in questi casi, esercitare la giustizia e la misericordia nel modo che Lei suggerisce?

Vorrei tanto capire.

Benito Ciarlo

 

 

 

RESISTERE AL MALE? Te lo dico in ottava rima…

Matteo 5:39 “se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra“.

RESISTERE AL MALE
(MEDITAZIONE IN OTTAVA RIMA)
E’ vero, Cristo disse: “Non reagire!”
“Per uno schiaffo tu non t’adirare
dài l’altra guancia e fallo per finire
e non ti costi molto il perdonare”.
Però facciam lo sforzo di capire:
è cosa buona e giusta anche lottare
contro ogni male con la vigoria
che il perfido maligno scacci via!
Benito Ciarlo 22/02/17

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Studio: Cecco del Caravaggio – Gesù scaccia i mercanti dal Tempio

 

Chi può essere così incoerente da indurirsi, appunto per amore di Cristo, a consentire ad un bruto di uccidere un bambino, pur potendo impedire l’aggressione? È assurdo appellarsi a un Vangelo della non violenza, si tratterebbe della più ridicola e irritante caricatura del Cristianesimo. Quel che si dice del singolo, vale con più ragione dello Stato,che deve tutelare la vita, l’onore, i beni, la libertà dei cittadini contro ogni ingiusto aggressore, ricorrendo – se necessario – anche alla forza.”

Dante torna a Serravalle e ci porta in Purgatorio | Giornale7

Tornano gli appuntamenti con Dante e la sua “Divina Commedia” a Serravalle Scrivia. Venerdì sera alle 21 presso la Biblioteca Comunale “Roberto Allegri”, Benito Ciarlo e Andrea Chaves, forti del grande successo che le serate precedenti hanno sempre avuto, tornano per leggere e commentare un’opera tanto antica quanto attuale e fondamentale per la cultura italiana.

La serata sarà dedicata al VI canto del Purgatorio,…

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