A Dante – di Mario Rapisardi (1865)

Per il monumento a Dante in Firenze.      Poi che dal nido antico In bando ti cacciò la parte avversa, E quattro lustri indarno, Ramingando magnanimo e mendico Per le tinte di sangue itale prode, Invocasti l’amico Sorridere degli astri e la diversa Di profumi e di fior sponda de l’Arno, Teco venía secreta L’itala Musa,…… Continua a leggere A Dante – di Mario Rapisardi (1865)

Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma

Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma quas’in pellegrinaggio vo’ dar Belli, doppo co’ carma ne la Lungaretta m’aggiro e sent’in testa li stornelli; quanti profumi annuso senza fretta! E dar piacer ce cado quasi ‘n coma. Profumi de guanciale e pommidoro, de carne cotta su la brasce ardente, de coda fatt’ar sugo, che l’adoro, d’abbacchio…… Continua a leggere Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma

29 gennaio 2003 (Era il tuo compleanno e ci lasciasti)

Ah se ricordo quell’affanno in gola ch’ormai da tempo un po’ ti soffocava! Quel sibilo non ti lasciò mai sola. Però, quel giorno, non ti tormentava. Dormivi assai tranquilla, e la coperta morbida il tuo sorriso riscaldava. Era irreale quel silenzio e certa era l’angoscia che ci distruggeva. La zia Maria con sua mano esperta…… Continua a leggere 29 gennaio 2003 (Era il tuo compleanno e ci lasciasti)

Stupro. (Ottenos: Sonetto rovesciato)

Mi rendo conto che il “sonetto” è la forma meno indicata per trattare un argomento così forte. In questo caso l’ho “rovesciato” per compiere a mia volta un atto spregevole quale lo stupro d’un’antica e nobile forma letteraria, e meglio rendere lo squallore di un atto così miserabile. Nonostante tutto forma e sostanza rischiano di…… Continua a leggere Stupro. (Ottenos: Sonetto rovesciato)

Ave Maria

Buongiorno Madre che di Grazia piena vegli sul mondo restando presso Dio: gli uomini miserabili che in pena vivono sulla terra, quindi anch’io, Ti invocano, T’implorano sommessi col pianto che, confuso in balbettio, sgorga dal pentimento, dai recessi dell’anima che agogna il Suo perdono. Prega, e la Tua preghiera mai non cessi, Tuo figlio, che…… Continua a leggere Ave Maria

Uomini e bestie (La rima in “ana”)

Il vergognoso zoo, che fa d’Italia la terra sventurata che sappiamo, sia sprone a chi ‘l doman non sogna invano! (Mentre ci si trastulla coi falchetti i colombacci e qualche pantegana, mettono sul futuro i trabocchetti). ometto il verso con la rima in ana ch’il turpiloquio non mi piace affatto ma è chiaro a chi…… Continua a leggere Uomini e bestie (La rima in “ana”)

Lady Godiva

Lady Godiva andava in giro nuda sopra un cavallo per placar le tasse e Coventry furente le abbassò vinto dalla bellezza della druda. Oggi in ben altro modo le matasse le dipaniamo per opporre un no: sfiliamo nudi tutti , inviperiti ché per pagare tutti quei balzelli abbiam venduto gli ultimi vestiti! Ahi, serva Italia……… Continua a leggere Lady Godiva