Ave Maria

Buongiorno Madre che di Grazia piena
vegli sul mondo restando presso Dio:
gli uomini miserabili che in pena
vivono sulla terra, quindi anch’io,
Ti invocano, T’implorano sommessi
col pianto che, confuso in balbettio,
sgorga dal pentimento, dai recessi
dell’anima che agogna il Suo perdono.
Prega, e la Tua preghiera mai non cessi,
Tuo figlio, che ci faccia il dono
d’accoglierci di nuovo nella schiera
dei buoni  amici che fedeli sono.
Ascolta o Madre l’umile preghiera
di chi Ti cerca se la prova è dura
come cerca la mamma quand’è sera
per fugare del buio ogni paura.

6 Dicembre 2017

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Uomini e bestie (La rima in “ana”)

Il vergognoso zoo, che fa d’Italia
la terra sventurata che sappiamo,
sia sprone a chi ‘l doman non sogna invano!

(Mentre ci si trastulla coi falchetti
i colombacci e qualche pantegana,
mettono sul futuro i trabocchetti).

ometto il verso con la rima in ana
ch’il turpiloquio non mi piace affatto
ma è chiaro a chi son figli, a una…

Lady Godiva

lady-godiva-rides-for-love-the-art-with-a-heart-by-charlotte-phillipsLady Godiva andava in giro nuda
sopra un cavallo per placar le tasse
e Coventry furente le abbassò
vinto dalla bellezza della druda.
Oggi in ben altro modo le matasse
le dipaniamo per opporre un no:
sfiliamo nudi tutti , inviperiti
ché per pagare tutti quei balzelli
abbiam venduto gli ultimi vestiti!
Ahi, serva Italia… e poveri fratelli!

UNO DEI MIEI POETI PREFERITI: CAPRONI

Il tema assegnato agli esami di maturità – anno 2017 – su Versicoli quasi ecologici, di Giorgio Caproni, ha suscitato una rinnovata attenzione sulla sua poesia. Cristina Taglietti (Corriere.it), per l’occasione, ha intervistato il critico Antonio Debenedetti, allievo e poi amico di Caproni. Insieme avevano frequentato il cenacolo culturale di suo padre Giacomo Debenedetti, il […]

via Giorgio Caproni, il poeta più istintivamente congeniale ai sentimenti dei giovani del nostro tempo, di Donato Antonio Barbarito — LA PRESENZA DI ÈRATO

A tavola non si invecchia (Metasemantica dell’ora di pranzo)

Risultati immagini per pranzo frugale
 
Tra piatti di megàstriche cuffette
e brocche colme di galèrdo strusco
c’è sbalenìo di sfrocchi e di gallette
e succhiabrodo garmicoso e lusco.
 
C’è chi si parfa l’amido e non blette
chi si forcheggia il peperone crusco
e chi, sbavando, leva al can le fette
di carne di camìlco in modo brusco.
 
Scorre la frizza a sprinne nei bicchieri
ma c’è chi preferisce il limo in ramma
chi invece ingola adesso, come ieri,
 
lo zamello stravecchio della mamma.
… Al duro digerir vanno i pensieri
e il succo di bolaggine s’ingamma!
Ben

 

CICIAR’ I NU VUDDRU (poesia dialettale con traduzione) – FENOMENI EFFIMERI

 

Esiste una varietà di ceci (che a Montalto chiamiamo “Ciciari i nu vuddru” che sembrano diventino morbidi con la prima bollitura, e che, invece, restano duri comunque li si continui a cucinare.
Con “ciciaru i nu vuddru” il montaltese identifica quelle persone che cominciano a far le cose con tanto entusiasmo ma, o non le portano mai a termine o deviano molto, in peggio, da progetto originale. 

Così è detto – per estensione – ogni fenomeno effimero.

L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e natura

CICIAR’ I NU VUDDRU

U viantu rupula,
ddràbbàsciu allampa,
truoni ca paranu 
spari da fera.
Chiova a ziffunnu.

Ma priastu scampa.

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Traduzione

CECI CHE BOLLONO UNA VOLTA SOLA (E RESTANO DURI)

FENOMENI EFFIMERI

Il vento turbina,
laggiù lampeggia,
tuoni che sembrano
fuochi artificiali.
Piove a dirotto.

Ma presto smette.