Invito all’Opera

di Gino Roncaglia (1883-1968) – da Liber Liber dalla seconda di copertina: “Questo libro intrattiene i lettori su l’Opera in musica.Una delle più grandi creazioni del genio umano e tipicamente italiano, il melodramma, che affascina e commuove da tre secoli e mezzo le più vaste masse del pubblico di tutto il mondo con i suoi…… Continua a leggere Invito all’Opera

Muntatisi i ddruac’appinninu, i ddruac’adiértu e… lessico brutio

Muntavutu (Montalto Uffugo: si chiama accussì picchì Mussolini ija truvannu discendenze romane a tutti i rasi e quindi l’hann’accuntintatu diciènnu  ca deriva dall’antica Aufugium) mo’ tena, chiù o menu, 20 000 abitanti. chissu significa ca 20 000 pirsuni, chi stannu intru pajisi veru e propriu  e  a Carduchianu,  Cummiceddri, Lucchetta, ar’u Scalu, Parantuonu, Chianette, Sannicòla, Sarrafele,…… Continua a leggere Muntatisi i ddruac’appinninu, i ddruac’adiértu e… lessico brutio

A Dante – di Mario Rapisardi (1865)

Per il monumento a Dante in Firenze.      Poi che dal nido antico In bando ti cacciò la parte avversa, E quattro lustri indarno, Ramingando magnanimo e mendico Per le tinte di sangue itale prode, Invocasti l’amico Sorridere degli astri e la diversa Di profumi e di fior sponda de l’Arno, Teco venía secreta L’itala Musa,…… Continua a leggere A Dante – di Mario Rapisardi (1865)

Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma

Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma quas’in pellegrinaggio vo’ dar Belli, doppo co’ carma ne la Lungaretta m’aggiro e sent’in testa li stornelli; quanti profumi annuso senza fretta! E dar piacer ce cado quasi ‘n coma. Profumi de guanciale e pommidoro, de carne cotta su la brasce ardente, de coda fatt’ar sugo, che l’adoro, d’abbacchio…… Continua a leggere Cara Sabbrina, quanno vengo a Roma

29 gennaio 2003 (Era il tuo compleanno e ci lasciasti)

Ah se ricordo quell’affanno in gola ch’ormai da tempo un po’ ti soffocava! Quel sibilo non ti lasciò mai sola. Però, quel giorno, non ti tormentava. Dormivi assai tranquilla, e la coperta morbida il tuo sorriso riscaldava. Era irreale quel silenzio e certa era l’angoscia che ci distruggeva. La zia Maria con sua mano esperta…… Continua a leggere 29 gennaio 2003 (Era il tuo compleanno e ci lasciasti)

Stupro. (Ottenos: Sonetto rovesciato)

Mi rendo conto che il “sonetto” è la forma meno indicata per trattare un argomento così forte. In questo caso l’ho “rovesciato” per compiere a mia volta un atto spregevole quale lo stupro d’un’antica e nobile forma letteraria, e meglio rendere lo squallore di un atto così miserabile. Nonostante tutto forma e sostanza rischiano di…… Continua a leggere Stupro. (Ottenos: Sonetto rovesciato)