Guardate come sono contenti gli americani del loro giocattolino – la chiamano “La madre di tutte le bombe” e serve per UCCIDERE la GENTE. Che schifo!

My Rebellion

zzzGuardate come sono contenti gli americani del loro giocattolino – la chiamano “La madre di tutte le bombe” e serve per UCCIDERE la GENTE. Che schifo!

La ‘Madre di tutte le bombe’. E’ soprannominata così la GBU-43, la MOAB, usata dagli americani sull’Afghanistan per combattere l’Is. Il costo di ogni singola bomba è di oltre 14 milioni di dollari. L’ordigno ha un sistema di guida satellitare GPS e un raggio d’azione di 150 metri. Sperimentata in Florida tre giorni dopo l’invasione dell’Iraq, è considerata, data la sua potenza, anche un’arma psicologica. E’ operativa dal 1º aprile 2003, come si vede in questo video, girato durante un test di prova.

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Turismo, alla Bit ‘Le vie di Dante’ – Lombardia – ANSA.it

Un testimonial che è la massima espressione nel mondo della lingua italiana, due regioni leader nelturismo, sette affascinanti tappe e una dimensione di viaggio a misura d’uomo, dai ritmi lenti,fatta di spostamenti in treno, in bici, a piedi o in autobus. (ANSA)

Sorgente: Turismo, alla Bit ‘Le vie di Dante’ – Lombardia – ANSA.it

Lettura del VII Canto del Purgatorio

comune

COMUNE DI SERRAVALLE SCRIVIA

Provincia di Alessandria

 

Assessorato alla Comunicazione

Servizio Politiche Attive per la Collettività

Serravalle Scrivia.

Lettura del VII Canto del Purgatorio con Benito Ciarlo e Andrea Chaves.

Dante_24.03.2017Venerdì  24 marzo, alle 21.00, presso la Biblioteca Comunale “Roberto Allegri”.

Venerdì 24 marzo, alle 21.00, presso la Biblioteca Comunale “Roberto Allegri” di Serravalle Scrivia, continueranno gli appuntamenti dedicati a Dante e alla Divina Commedia. Benito Ciarlo e Andrea Chaves leggeranno e commenteranno il canto VII del Purgatorio, dove si parla dei prìncipi negligenti. Durante la serata sarà riservato uno spazio per ampliare la figura di Virgilio.

Sintesi del canto settimo

Sordello, dopo il primo momento di commozione nell’udire il nome della patria, vuole notizie precise sui due pellegrini: Virgilio risponde rivelando la propria identità al poeta mantovano, che si rivolge allora a lui chiamandolo gloria de’ Latin. Dopo aver spiegato che il loro viaggio è permesso da Dio e che egli proviene dal limbo, Virgilio chiede la strada più breve per giungere al vero purgatorio, ma Sordello ricorda che la legge del mondo della penitenza vieta di salire il monte durante la notte. Occorrerà cercare un luogo dove attendere l’alba. I tre poeti si avviano verso la “valletta fiorita”, dove si trovano i principi negligenti; coloro che, troppo presi dalle cure mondane, si pentirono solo alla fine della vîta. Circondati da una natura splendente di fiori e di profumi, essi cantano l’inno “Salve, Regina”, mentre Sordello, rimanendo sull’orlo della valle, indica ai due pellegrini i personaggi più noti: l’imperatore Rodolfo d’Asburgo, al quale Dante rivolge l’accusa di avere trascurato la situazione politica italiana, Ottocaro II di Boemia, Filippo III di Francia, Enrico I di Navarra, Pietro III d’Aragona con il figlio Pietro, Carlo I d’Angiò, Arrigo III d’Inghilterra, Guglielmo VII di Monferrato. Sottolinea infine la degenerazione dei loro discendenti, perché raramente la virtù si tramanda di padre in figlio, volendo Dio che tutti capiscano che essa non si riceve per eredità, ma proviene direttamente dal cielo.

Ditelo in italiano!

Ciao a tutti!

Oggi continueremo il nostro percorso linguistico e lessicale per quanto riguarda l’uso degli  anglicismi  – presenti soprattutto in rete -, che compromettono l’integrità della lingua italiana. Come ho detto nel post precedete, non sono un’adepta del purismo: i neologismi o prestiti linguistici di necessità sono necessari e ben accettati, laddove non si riscontrino dei termini convincenti per definire un fenomeno nuovo in una determinata lingua.

I termini di oggi cominciano con la lettera C:

Call center = locuzione sostantivale inglese, che significa “Centro di assistenza telefonica”: uso accettabile e ormai difuso anche in altre lingue. Comunque in italiano abbiamo “centralino”, e la persona che ci lavora è “centralinista”.

Card = può significare “scheda” o “carta”, soprattutto nel settore informatico. Se usiamo il vocabolo inglese, ne ammazziamo due italiani.

Cartoon = i “cartoons” sono i “cartoni animati” che piacciono tanti ai bambini: l’uso del termine inglese, a mio avviso, è superfluo.

Catering = il termine inglese deriva dal verbo “to carter“, che significa “approvvigionare”. Nel settore della ristorazione, sono i servizi di allestimento di ricevimento privati o di approvvigionamento di cibi e bevande a grande comunità, alberghi, navi, treni, aerei, ecc. Definisce anche l’organizzazione che si occupa di fornire questo servizio: l’uso del termine inglese è accettabile.

Channel = non so cosa ne pensate voi, ma secondo me l’uso di questo anglicismo è più che superfluo, considerando che in italiano c’è “canale”!

Cheap = non saprei giustificare quest’uso, poiché in italiano abbiamo “economico, conveniente, a buon mercato”. Il termine inglese può significare anche “di qualità scadente, di scarso valore” – un oggetto cheap. Credo fortemente che possiamo farne a meno…

City-car = automobile di piccole dimensioni e dai consumi contenuti, progettata per essere usata soprattutto in città. In buon italiano, possiamo dire “utilitaria”. Quindi l’uso del termine inglese è orrendo!

Coach =  nel settore sportivo, significa allenatore, responsabile della conduzione tecnica di una squadra. Cosa dovrei dire? Usiamo il vocabolo italiano “allenatore”!

Copyrights = sono i “famosi diritti d’autore”, per cui direi che l’uso del vocabolo inglese e del tutto superfluo.

Sorgente: Ditelo in italiano!

L’iconografia di Marzo nella storia

Alchimie

©Photo. R.M.N. / R.-G. OjŽda

Capolavori dell’arte della miniatura, i codici creati dagli olandesi e fratelli Limbourg rimangono opere di bellezza assoluta.
I tre fratelli con le loro fiabesche creazioni hanno lasciato ai posteri immagini fantastiche del mondo ideale delle corti tardogotiche.
Nel 1404 entrarono al servizio di Jean de Berry; a quell’epoca si datano alcuni raffinatissimi codici che costituirono una vera e propria rivoluzione nella miniatura.

E se nel Medioevo il mese di Marzo era rappresentato come un suonatore di corno con i capelli scarmigliati e  l’aria un po’ demoniaca, esso veniva associato anche ai lavori della potatura (soprattutto della vite) o alla zappatura del campo.

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Tornando all’immagine di questo mese che accennavo all’inizio viene spontanea una domanda: perchè Marcius è cornator?
Questa iconografia si diffonde all’inizio del XII secolo.
Piacenza e Pavia, rispettivamente le chiese di San Savino e di San Michele Maggiore, esibiscono i primissimi esempi di suonatore marzolino.

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