L’iconografia di Marzo nella storia

Alchimie

©Photo. R.M.N. / R.-G. OjŽda

Capolavori dell’arte della miniatura, i codici creati dagli olandesi e fratelli Limbourg rimangono opere di bellezza assoluta.
I tre fratelli con le loro fiabesche creazioni hanno lasciato ai posteri immagini fantastiche del mondo ideale delle corti tardogotiche.
Nel 1404 entrarono al servizio di Jean de Berry; a quell’epoca si datano alcuni raffinatissimi codici che costituirono una vera e propria rivoluzione nella miniatura.

E se nel Medioevo il mese di Marzo era rappresentato come un suonatore di corno con i capelli scarmigliati e  l’aria un po’ demoniaca, esso veniva associato anche ai lavori della potatura (soprattutto della vite) o alla zappatura del campo.

Immagine.jpg

Tornando all’immagine di questo mese che accennavo all’inizio viene spontanea una domanda: perchè Marcius è cornator?
Questa iconografia si diffonde all’inizio del XII secolo.
Piacenza e Pavia, rispettivamente le chiese di San Savino e di San Michele Maggiore, esibiscono i primissimi esempi di suonatore marzolino.

chiesa-di-san-savino Interno di…

View original post 2 altre parole

Simonetta Vespucci: era davvero musa e amante di Sandro Botticelli? – Finestre sull’Arte

La “bella Simonetta”, la “sans par”: questi i due soprannomi con cui è passata alla leggenda una delle più celebri nobildonne del Rinascimento fiorentino, Simonetta Vespucci, nata Cattaneo (Genova o Portovenere, 1453 – Firenze, 1476). Una donna ritenuta di bellezza ineguagliabile, oggetto del desiderio di moltissimi uomini della Firenze della metà del Quattrocento, esponente di una delle famiglie genovesi di più antica nobiltà (i Cattaneo), andata in sposa a soli sedici anni al banchiere Marco Vespucci (parente del più noto Amerigo, il navigatore che ha dato il nome all’America), morta giovanissima (ad appena ventitré anni, probabilmente di peste) e accostata al nome di molti artisti del tempo, per i quali avrebbe posato. Molti hanno voluto riconoscere il suo volto, per esempio, nella Venere o nella personificazione della Primavera di Sandro Botticelli (Firenze, 1445 – 1510), e si è voluto persino attribuire ai due un legame affettivo, anche sulla base di una leggenda (destituita di ogni fondamento) secondo la quale Botticelli avrebbe chiesto di essere sepolto accanto a Simonetta nella chiesa di Ognissanti. I due furono effettivamente sepolti all’interno dell’edificio di culto fiorentino, ma perché le tombe di famiglia di entrambi si trovavano nella stessa chiesa (i Vespucci erano titolari di una cappella, mentre Botticelli fu sepolto nel cimitero di Ognissanti). Cosa c’è dunque di vero in questa storia?

LEGGI L’ARTICOLO: Simonetta Vespucci: era davvero musa e amante di Sandro Botticelli? – Finestre sull’Arte

Un Montalbano da dimenticare

Non so come ci siete rimasti voi, però a me Montalbano ieri sera non è piaciuto nemmeno un po’.

Di una lentezza esasperante.

Livia patetica come non lo è mai stata. Montalbano quasi sempre ovvio. Altri personaggi spesso superflui caratterizzati sempre a tinte fosche. E la storia ahimè, la storia questa volta fa acqua da tutte le parti e, soprattutto nell’improbabilissimo finale (sarebbe stato improbabile anche nella Sicilia del 1600).

Disorienta il fatto che la protagonista è la stessa attrice che in una delle precedenti puntate ha interpretato una commissaria di polizia amica e allieva di Montalbano; sono rimasto basito nel vedere scene cominciare con Montalbano sbarbato e finire nel giro di un’ora con Montalbano barbuto.

Insomma un minestrone in tutti i sensi, e lo dice uno che per Montalbano e Camilleri ha sempre stravisto.

Peccato!

Sorgente: (1) Benito Ciarlo – Non so come ci siete rimasti voi, però a me…

Accidenti alla pubblicità

carosello_1920_1080Tra le diciannove e le venti a casa mia si cena, di solito. E intanto, si guarda alla TV l’Eredità.
Come se non bastassero i blocchi alla digestione che inevitabilmente dànno le risposte di alcuni concorrenti di quel quiz, ora si è aggiunto un tormentone niente male ovvero la pubblicità degli integratori alimentari e dei medicinali capaci di mitigare fenomeni quale la diarrea, la stipsi, la flautolenza e l’aerofagismo. Dice vabbè cambia canale… si ma, appena oltre, trovi quello a cui sanguinano le gengive che sputa nel lavandino o nella migliore delle ipotesi, quell’altro che ha bisogno di un chilometro e mezzo di carta igienica e che per pulire il cesso usa anitra WC…

Morale, meglio cenare a televisore spento.